Italia
Produzione Solbat da 1 milione e mezzo di flaconi in un mese
La Rsu segnala la riconversione dello stabilimento in favore delle necessità per l’emergenza sanitaria
SCARLINO
La produzione e gli impianti della Nuova Solmine non si sono mai fermati. Lo rende noto un comunicato della Rsu, che sottolinea come la Solbat (e l’impegno in prima persona della famiglia Mansi, in particolare dell’ingegner Luigi), che commercializza i detergenti è stata prontamente convertita alla produzione e distribuzione su tutto il territorio nazionale: 160 mila flaconi di gel disinfettante lavamani a base alcolica, 970 mila flaconi di candeggine e prodotti a base di ipoclorito di sodio, e 400 mila flaconi per i presidi medico-chirurgici. In totale nel periodo marzo-aprile 2020 sono stati forniti circa 1,5 milioni di flaconi.
Ma la Rsu di Nuova Solmine vuole anche sottolineare come l’intero gruppo Solmar abbia dato particolare importanza all’operato di lavoratori e società, ringraziando tutti per l’impegno dimostrato in questo periodo. «Sin dall’inizio dell’emergenza, la proficua collaborazione tra parti sociali e direzione aziendale ha permesso l’istituzione di un comitato permanente – scrive la Rsu – volto alla salvaguardia di salute e sicurezza dei lavoratori. Grazie a celeri e mirate decisioni, è stata effettuata una riprogettazione della struttura organizzativa, con l’attivazione ove possibile di smartworking, la garanzia del distanziamento sociale interno e la messa a disposizione di tutti i dpi necessari – dai disinfettanti per mani alle mascherine – anche nelle prime fasi del propagarsi dell’infezione, quando il reperimento ne era purtroppo difficoltoso».
E ancora viene messo in evidenza dagli organi sindacali: «Questa organizzazione di carattere emergenziale ha consentito ai nostri impianti di produzione di rimanere in marcia, rispettando un turn over normale, senza dover ricorrere alla cassa integrazione (nonostante ci siano stati e tutt’ora ne permangono i presupposti). Il gruppo sindacale e la società ritengono infatti doveroso tutelare certamente in primis la salute dei lavoratori ma senza dimenticare la difficile situazione economica che tante famiglie dovrebbero attraversare con l’attuazione di suddetti ammortizzatori sociali». Infine chiude così la nota della Rsu: «Per ribadire l’essenzialità dei nostri centri operativi sottolineiamo come, oltre alla produzione di acido solforico e oleum necessari nei più svariati comparti produttivi, Nuova Solmine non solo genera corrente elettrica a zero emissioni Co2 per il proprio auto sostentamento ma ne immette anche nella rete nazionale un quantitativo tale da rifornire giornalmente un fabbisogno superiore alle 25 mila unità familiari per un totale di circa 100 mila persone (analisi su anno 2019). Il radicato interesse per la collettività e l’ambiente traspare inoltre dalla dotazione di auto elettriche per la mobilità dei dipendenti all’interno dello stabilimento e dei vari interventi a sostegno delle istituzioni nella lotta al Covid-19, fra le quali la donazione di due respiratori destinati ai reparti di rianimazione degli ospedali Villamarina di Piombino e Misericordia di Grosseto, gesto a cui l’intero organico aziendale si ritiene orgoglioso». — en.g.
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