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In spiaggia tra libertà e norme: un’idea da Castiglione

Sara Landi
In spiaggia tra libertà e norme: un’idea da Castiglione

Matteo Breschi, Riccardo  Tamantini e Gianluca Giannini hanno elaborato una soluzione, aperta a nuovi contributi, per la fruizione dell’arenile 

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Sara Landi / CASTIGLIONE

L’organizzazione delle spiagge libere è uno dei tanti scenari ancora aperti (e incerti) delle vacanze. A Castiglione della Pescaia un gruppo di operatori del turismo che hanno lavorato e collaborato negli anni come soccorritori per la cooperativa Airone09, che si occupa abitualmente di salvataggio in mare e sulle spiagge castiglionesi, ha elaborato una proposta. L’idea è stata già presentata all’amministrazione comunale, sfruttando l’esperienza maturata nel settore e nella conoscenza del mare.

Il progetto è stato firmato da Matteo Breschi, Riccardo Tamantini e Gianluca Giannini e parte dal riconoscimento dell’importanza che le spiagge libere hanno nell’offerta turistica locale e del ruolo centrale che devono avere i bagnini per garantire il rispetto delle norme di comportamento da parte di bagnanti e turisti.

Come area di riferimento è stata presa la spiaggia di fronte al piazzale Maristella ma il progetto, precisano gli autori, può essere adattato anche alle altre spiagge libere castiglionesi, come quella tra i bagni Somalia e La Valletta o tra lo stabilimento Il Capezzolo e Le Dune, fino alle grandi spiagge libere di Levante.

All’ingresso della spiaggia una cartellonistica in più lingue indica le regole di comportamento ai fruitori. I posti dove poter piazzare l’ombrellone sono indicati da dei tubi di plastica (è stato scelto un supporto economico e che non può essere corroso dal mare, ma possono essere usati anche altri materiali) posizionati a 5 metri l’uno dall’altro in modo da rispettare le distanze di legge e consentire comunque il passaggio dei mezzi per la pulizia della spiaggia. In questo modo basta mettere il proprio ombrellone accanto al tubo che sporge dalla sabbia per essere in regola. Una passerella o corridoio segnalato divide in due la spiaggia e facilita l’accesso al mare e alle varie postazioni; inoltre i picchetti per gli ombrelloni sono posti a gruppi di due file in modo che si crei un ulteriore corridoio per raggiungere la propria postazione in sicurezza.

Due i bagnini che vigilano sull’area: uno come sempre sta sulla torretta e si occupa principalmente della sicurezza in mare; l’altro sta in una postazione di controllo al centro dell’arenile, dà informazioni e vigila sul rispetto delle norme di comportamento.

Secondo il gruppo di lavoro castiglionese il bagnino è la figura professionale più preparata per gestire la spiaggia libera nella fase 2 dell’emergenza sanitaria e tenere insieme il bisogno di libertà dei bagnanti con le esigenze della sicurezza e del distanziamento sociale.

Il modello di gestione delle spiagge libere messo a punto dai tre operatori è concepito come un progetto open source, aperto dunque ai contributi e alle modifiche, anche per poterlo adattare a realtà con caratteristiche diverse. Per contattare gli autori del progetto scrivere a mattebreschi@yahoo.it, riccatamantini@gmail.com e geom.gianlucagiannini@gmail.com. —

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