Gioco
Quanta emozione per la riapertura Tra mille cautele e tante incertezze
Ritmo lento nei bar ma i clienti sono comunque arrivati «Adesso bisognerebbe comprare nei negozi di vicinato»
orbetello
Emozionati, tesi ma soprattutto felici di essere tornati a fare quello che sanno fare meglio: lavorare dentro le loro attività. Ieri per i commercianti di Orbetello ed Albinia è stata la giornata della tanto desiderata riapertura.
La maggior parte di loro i primi di marzo ha tirato giù le serrande e chiuso le porte con l’incertezza sulla data della ripartenza. Nessuno avrebbe mai immaginato un lockdown così lungo. In queste settimane hanno atteso di capire come e quando sarebbero potuti tornare dentro i loro negozi, nei saloni dei parrucchieri, estetisti, dentro i negozi di abbigliamento e nei bar.
Nell’attesa hanno sanificato ed ieri si sono fatti trovare pronti per la ripartenza. Il Tirreno ha cercato di catturare quelle emozioni di chi da settimane non lavorava più. Arrivando ad Albinia troviamo subito, in via Maremmana, il bar di Elena Martini, titolare di Charlotte. Sta servendo due persone che sono appena entrate nello spazio esterno al locale. Anche loro si muovono come se fosse la prima volta. Nello sguardo la voglia di tornare alla normalità di un caffè al bar. «Sono fortunata – dice Elena, mascherina e vassoio con paste, cappuccino e caffé pronti per essere serviti – ho dovuto rinunciare solo a qualche sedia, da 4 sedie a tavolo a due ma lo spazio non mi manca. All’interno ho ridotto la dimensione dei due tavoli che erano troppo grandi ma va bene così». Sopra la mascherina i suoi occhi scuri sono radiosi e felici di aver riaperto il suo bar.
Felice dietro il bancone della Gioielleria Acquamaria troviamo Fiorenza Santoro: «Eccoci qua – dice – sono sicura che andrà tutto bene. Siamo stati alle regole ed adesso siamo pronti». Poco più avanti, sempre in via Maremmana troviamo il negozio di abbigliamento di Gianpiero Martinelli. Lui è aperto da quando si può vendere l’abbigliamento per bambini. Da ieri è aperto a pieno regime. Ha già avuto una cliente. «Cerchiamo di tenere botta – dice – non è facile ma questo sarà un anno un po’ così» . Il bar-pasticceria di Paolo Rufo, Millevoglie, ancora non è aperto. Fa servizio a domicilio ed asporto ma ancora non è aperto al pubblico. Lo incontriamo proprio davanti al negozio di Martinelli: «Non mi sento ancora pronto per aprire in sicurezza – dice – quindi meglio aspettare un giorno in più. Per il momento continua l’asporto della pasticceria e la consegna a domicilio». Pier Luigi Pallini è dentro il suo negozio, Martinello Pescatore, sta facendo vedere a un cliente una canna da pesca: «Ho sempre fatto vendite on line e poi mi sono dedicato alla campagna – dice – non sarei potuto stare con le mani in mano».
Emozione anche a Orbetello dove nel corso hanno riaperto molte attività anche se non tutte. Gianluca Esposito è titolare del BarBagianni in piazza Eroe dei Due mondi. «C’è ancora un po’di paura ad entrare – dice – sono contenti ma ancora un po’ timorosi. Entrano ma il ritmo è lento». Il bar ha molto spazio e possono entrare 4 clienti alla volta. «Stiamo attenti alle distanze e – spiega Gianluca – e tendiamo a farli sedere fuori ai tavoli e servirli lì».
In corso Italia ha aperto anche lo storico negozio di calzature, Chiodi, la cui titolare aveva chiuso il suo negozio a marzo non appena finito di allestire la vetrina di primavere. «Ho avuto due clienti – dice Tiziana Manganelli – Invito tutti a comprare nei negozi di vicinato per far girare la moneta da noi e non su internet».
Aperto anche il negozio Teodori che quest’anno compie 70 anni. Ad Orbetello Scalo ha aperto le serrande anche Lucia Carotti, nel suo Colpo di Testa che ieri mattina era già all’opera per sistemare le acconciature delle sue clienti. —
ivana agostini
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