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Piano antincendi, macchine in funzione in pineta

Giovanna Mezzana
Piano antincendi, macchine in funzione in pineta

Principina a Mare.  La Regione Toscana avvia  gli interventi previsti nel 2019 e che furono contestati  da tutto il mondo ambientalista Fulmine a ciel sereno per il Wwf. 

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GROSSETO. I bisonti ripulitori sono entrati in azione: a Principina. Macchine forestali sono comparse ieri in pineta: è l’avvio di operazioni «di messa in sicurezza» previste dal Piano Antincendi Boschivi messo a punto nel 2019 dalla Regione Toscana non senza le critiche – aspre – di tutto il mondo ambientalista, dal Wwf a Italia Nostra alla Lipu.



MAREMMA APRIPISTA

È dalla Maremma che si taglia il nastro dei venti Piani Specifici di Prevenzione che Firenze ha elaborato con l’intento «di prevenire, e nel caso estinguere, gli incendi boschivi»; «Partiamo da qui – nota l’assessore toscano Marco Remaschi – perché è un territorio con un elevato rischio di incendio».


PARERI DISCORDANTI

C’è chi accoglie con favore l’evento: «La scelta di aver iniziato i Piani speciali da Principina e Marina di Grosseto è un segnale positivo per il nostro territorio», commenta Leonardo Marras, capogruppo Pd nel consiglio regionale. E c’è chi, invece, avverte l’arrivo delle macchine forestali in pineta come un fulmine a ciel sereno: «Lo scorso anno – nota il presidente del Wwf Grosseto Luca Passalacqua – gli interventi vennero sospesi proprio in questo periodo a tutela delle nidificazioni e della riproduzione dei piccoli mammiferi. Non capisco cosa sia cambiato. La Convenzione di Berna stabilisce che nel periodo di nidificazione dell’avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo ad essa».

UN PIANO CONTESTATO

Al di là della tempistica con cui i bisonti ripulitori sono entrati in azione, il nutrito cosmo ambientalista maremmano (e non solo) tentò – lo scorso anno – di rispedire al mittente il Piano che «in questa prima fase – dettaglia una nota della Regione – interesserà una superficie di circa 3 ettari e mezzo per la messa in sicurezza di un’area di 13 ettari», tra tagli di piante secche, potature di pini domestici da parte delle maestranze forestali dell’Unione Montana, e «creazione di fasce parafuoco». Era il 12 luglio quando Italia Nostra, Wwf Grosseto e Lac Sezione Toscana presentarono un ricorso straordinario al Capo dello Stato tramite il ministero dell’Ambiente, corredato da 28 allegati. Con tale atto, le associazioni – alla luce di considerazioni e rilievi prodotti – e «in merito alle contraddittorie prescrizioni» chiedevano «l’annullamento della delibera impugnata (quella che prevedeva il Piano, ndr) e la piena riformulazione del Piano Aib della Regione, così come approvato e reso esecutivo». Dell’effetto del ricorso al momento non ci sono notizie anche se è noto che si tratti di un percorso lungo: le macchine-pulitrici, nel frattempo, però, sono entrate in azione. Proprio un anno fa, Wwf Grosseto aveva definito il Piano «a alto impatto ambientale e destinato a stravolgere il profilo estetico delle pinete e a comprometterne il valore ecologico e naturalistico»; preoccupa l’associazione «il mantenimento di soli 120 esemplari di pino per ettaro e solo il 20% della macchia»; Non solo: «Per denudare la pineta dal sottobosco e ridurlo a 50 cm di altezza – come il Piano, secondo il Wwf prevederebbe – si dovrà passare ovunque con mezzi pesanti, e con danni al terreno e distruzione dell’habitat della microfauna». E ancora: «Diminuendo la massa verde – nota Passalacqua – tutti gli aghi di pino cadono a terra e l’incremento di una massa vegetale secca a terra non diminuisce il rischio di incendio, anzi, lo può incrementare».


 

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