La guida
Albanella, il raro rapace è in pericolo. Per salvarlo basta una segnalazione
Grosseto: il volatile nidifica a terra, nei campi di cereali: l’ornitologa Elena Grasso e il Gom lanciano un appello agli agricoltori
GROSSETO. Il becco e l’iride sono neri come il carbone, le zampe dipinte di un giallo intenso, e il piumaggio dispiega una tavolozza di colori che variano dal grigio al fulvo, a seconda se l’esemplare è maschio o è femmina. Sì, l’albanella è proprio uno di quei volatili straordinariamente affascinanti. Specie-simbolo della Maremma, è persino utile, per almeno tre motivi. Primo: vola radente i campi e si ciba di cavallette e roditori, e solo per questo gli agricoltori dovrebbero esserle grati. Secondo, incentiva un turismo ad hoc di birdwatcher che, pur di ammirarla anche a distanza, si muovono da ogni dove. E terzo ma non sorridete, può essere impiegata come testimonial da chi si occupa di marketing e promozione del territorio: se c’è lei, significa che la zona è salubre, dicono gli esperti. Rapace e dunque predatrice è allo stesso tempo vulnerabile. Anzi, l’albanella è in pericolo: le sue abitudini di nidificazione mal si conciliano, ormai, con le nuove modalità (industriali) con cui vengono coltivati i campi. Si può fare qualcosa? Oh, sì: anzi, si può fare molto e con molto poco. Basta aprire gli occhi. E farsi custodi di uno spettacolo di bellezza e di un simbolo di biodiversità che ha scelto come propria culla la Maremma.
IL PERICOLO
L’albanella «nidifica sul terreno in mezzo a cespuglietti ma anche nei campi di cereali, grano e fieno, e per questa sua abitudine – spiega Elena Grasso, ornitologa – il numero di esemplari negli anni è molto diminuito: le uova sono piccole e maculate, il nido è invisibile all’uomo e durante le operazioni di trebbiatura viene distrutto insieme ai piccoli nidiacei, e a volte muore anche la femmina che non lo abbandona». Ecco perché, protetta a livello nazionale e internazionale, l’albanella è stata dichiarata specie vulnerabile dall’Uucn, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38862807:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38862807:1652795047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
BASTA UNO STECCATO
In Europa ma anche in Italia –nel Viterbese, per esempio, ma in passato anche nel Grossetano – vengono portati avanti progetti di difesa e di tutela di questo rapace. E con strategie molto semplici: l’agricoltore segnala la presenza del nido e – in accordo con lui – vengono posizionati degli steccati visibili che proteggano le uova e la femmina che le cova.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38862805:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38862805:1652795047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
COSA SI PUO' FARE
E da quest’anno è ripreso un progetto di studio e conservazione anche nella Maremma Grossetana grazie al Gom, Gruppo Ornitologico Maremmano A. Ademollo, con un nutrito supporto: la Cooperativa Silva, Atc7 Grosseto Sud, Fondazione Leopoldo II di Lorena e la Scuola di Agraria di Grosseto Istituto Leopoldo II di Lorena, Fondazione Cr Firenze. Ma serve un aiuto ulteriore: essendo la Maremma un territorio molto vasto ed essendo partiti in ritardo i controlli a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus, «Chiediamo un aiuto agli agricoltori – a loro si appella Elena Grasso – A chi vive in campagna e a chi ha agriturismi: se riuscissero ad osservare esemplari della specie o a individuare casualmente dei nidi, possono contattare il numero 3496668959».
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.38862903:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38862903:1652795047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
LE ULTIME SEGNALAZIONI
Intanto alcune segnalazioni della presenza dell’albanella sono già giunte di recente: da Piatto Lavato e siamo nel territorio di Castiglione della pescaia; da Granaione di Campagnatico, La Parrina e siamo ad Orbetello; e Merigar di Arcidosso, dove però gli esemplari sarebbero stati visti tra i cespugli e non in campi agricoli e dunque sarebbero già tutelati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.39158164:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2020/08/04/news/una-t-shirt-con-scatto-d-autore-per-proteggere-la-mitica-albanella-1.39158164]]
IL LUNGO VIAGGIO
L’Albanella minore, Circus pygargus, specie simbolo della Maremma, dove si trova il maggior numero di coppie nidificanti in Italia insieme alla zona del Delta del Po, torna ogni anno dai siti di svernamento della zona equatoriale e subequatoriale dell’Africa, dopo un lungo viaggio in cui sorvola aree inospitali e pericolose come deserti, vasti bracci di mare e valichi montani, per nidificare in Spagna, Polonia ed anche in Italia.
IL DETTAGLIO
Il maschio e la femmina dell’albanella hanno colori diversi: nel maschio il capo, il dorso e le copritrici superiori dell’ala variano dal grigio chiaro al grigio; la femmina invece ha un piumaggio che cangia dal marroncino al fulvo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.38862899:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38862899:1652795047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
