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Addio Pasquino Fabbrizzi figura carismatica nel lavoro e nella Cgil

giulia sili
Addio Pasquino Fabbrizzi figura carismatica nel lavoro e nella Cgil

Novantenne, era padre  dell’ex sindaco Alessandro  e dello scultore Giampiero In miniera fu responsabile della commissione sicurezza

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La comunità piange Pasquino Fabbrizzi, per tutti Franco, figura carismatica della Cgil e fondatore della Lega dei pensionati Spi Cgil di Gavorrano.

Pasquino, novantenne, era uno degli ultimi minatori del Comune minerario. Suo figlio Alessandro è stato sindaco di Gavorrano dal 1999 al 2009 mentre il figlio Giampiero, oggi in pensione, fa lo scultore. In tanti ieri hanno voluto ricordare l’anziano, molto apprezzato in paese: «Pasquino – dice Claudio Sozzi segretario della locale sezione Spi – è stata una persona stimata e benvoluta da tutta la cittadinanza gavorranese in maniera trasversale alla politica e a qualsiasi appartenenza. Sempre pronto al servizio per gli altri, ha svolto, dopo aver lavorato come minatore, molti anni di servizi di patronato Inca, sempre accompagnando pratiche e atti con parole di aiuto, consigli e conforto».

Sozzi ieri ha portato la bandiera della Cgil vicino alla salma nell’abitazione di Pasquino, in attesa della celebrazione funebre che avverrà questa mattina. A nome della Lega e di tutti i componenti, il Comitato direttivo ha formulato le condoglianze alla famiglia. «Ciao Pasquino, che la terra Ti sia lieve» ha concluso Sozzi.

Anche l’ex sindaco Mauro Giusti ha speso delle parole per ricordare l’amico: «Ti voglio ricordare attraverso la passione, l’impegno che hai sempre messo nel portare avanti le tue idee sindacali e politiche. Ciao Pasquino, per i filaresi e per noi amici e compagni Franco Fabbrizzi». Giusti ha poi voluto condividere un ricordo: «Era il 1979, il sindaco Senesi e l’assessore Pieraccini mi portarono con loro a visitare per la prima volta la miniera di Gavorrano. Scendemmo, accompagnati dal direttore della miniera attraverso il pozzo Roma fino al – 200. Lì trovammo Franco ad aspettarci – dice Giusti – sapeva del nostro arrivo ed in qualità di responsabile della commissione sicurezza della miniera, voleva farcela visitare lui. Ricordo che il direttore respinse questa proposta e fu lui a spiegarci la coltivazione, le sparate delle mine, il trasporto in superficie della pirite. Franco è stato sindacalista della Cgil durante il suo lavoro in miniera, successivamente, dopo il suo pensionamento, la stessa organizzazione sindacale lo volle responsabile dell’Inca Cgil, seguendo le pratiche di pensione e le denunce dei redditi di coloro che ne avevano bisogno. Durante il mio mandato amministrativo – prosegue Giusti – Franco, ha sempre fatto parte della delegazione sindacale che, in occasione della discussione sul bilancio di previsione del Comune, invitavo a discutere con la giunta municipale. Le sue raccomandazioni erano sempre tese alla salvaguardia dei più bisognosi».

L’ex sindaco Giusti ricorda anche che il primo pensiero di Pasquino era quello di andare in edicola per comprare l’Unità, «ne andava orgoglioso – dice – così come gli piaceva giocare a carte con i suoi compagni della casa del popolo e dell’Auser». «Ai figli, Giampiero e Alessandro, alla moglie Imperia, attivista delle feste dell’Unità di Bagno di Gavorrano, vanno le mie più sentite condoglianze ed un forte abbraccio».

Anche il sindaco Andrea Biondi gli era molto legato: «Pasquino è sempre stato attivo nella comunità, e la stessa comunità lo ricorda, non solo come genitore del sindaco Alessandro e dell’ex tecnico elettricista e artista del Comune di Gavorrano Giampiero, ma come instancabile attivista della locale sede della Cgil, distinguendosi come memoria della nostra storia mineraria». —

giulia sili

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