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Nuovo store Conad a Sterpeto: ultimo ostacolo, poi il cantiere

Giovanna Mezzana
Nuovo store Conad a Sterpeto: ultimo ostacolo, poi il cantiere

Grosseto. Approda in consiglio comunale la proposta per la convenzione con il costruttore. Il taglio del nastro del supermercato era stato previsto per l’autunno-inverno.

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GROSSETO. Si riaccendono i riflettori sul futuribile supermercato Conad che dovrà sorgere in via Scansanese, e la cui inaugurazione era stata prevista per l’autunno-inverno 2020. Arriva infatti oggi in consiglio comunale una proposta di delibera finalizzata alla stipula di una convenzione tra comune di Grosseto e Pix Due srl, società romana di investimento che, chiuso il cantiere da 11, 5 milioni di euro, cederà l’opera a Clodia Commerciale, la società grossetana proprietaria dei tre punti vendita cittadini a marchio Conad. Se il consiglio comunale nella seduta del 15 maggio approverà tale schema di convenzione – che dovrà regolare la realizzazione delle opere urbanistiche connesse all’intervento e le modalità con cui esso dovrà essere eseguito – i lavori potranno, in teoria, partire.

ULTIMO OSTACOLO, POI IL CANTIERE

Il 7 ottobre il consiglio comunale aveva dato via libera alla richiesta di variante al Ru avanzata dalla società romana alla giunta Vivarelli Colonna; tale nulla osta (definitivo) giungeva dopo l’adozione da parte del consiglio comunale, che c’era stata il 5 luglio. Era stato poi previsto di non ricorrere al cosiddetto piano attuativo bensì a un schema di convenzione, che è stato predisposto e giunge ora nella pubblica assise, ultimo ostacolo da superare prima del cantiere.

COME SARA' IL SUPERMERCATO 

Lo store Conad di via Scansanese sarà di 1. 500 mq di superficie di vendita; sorgerà all’altezza dell’imbocco del cimitero di Sterpeto su un’area di 12.650 mq mentre 3.600 mq è la superficie edificabile complessiva. Ci sarà un bar, una parafarmacia, 100 posti auto coperti. E un distributore di carburanti con benzina, Gpl e metano. Si prevedono 67 nuove assunzioni: 55 per lo store, sei per il bar, tre per la parafarmacia, tre per l’impianto carburanti.

COSA CONAD DA' IN CAMBIO

Nella proposta di delibera che approda nella pubblica assise si individuano in maniera definitiva quali sono le opere urbanistiche che il costruttore dovrà portare a termine, nell’interesse della città. Primo: dovrà fare manutenzione e mettere in sicurezza un chilometro di via Scansanese, quello che corre dalla scuola all’incrocio con via Adige fino all’ingresso con via dell’Olocausto, con esclusione del rondò di piazza Barsanti che non è oggetto di intervento. Secondo: in corrispondenza dell’ingresso di via Scansanese con via dell’Olocausto, dovrà realizzare una rotatoria al servizio dell’insediamento commerciale. Terzo: dovrà mettere a punto interventi di messa sicurezza e di moderazione dei flussi di traffico in corrispondenza dell’abitato di Casalecci, concordati con la Provincia.

CAPITOLO ONERI

Tali opere urbanistiche valgono – secondo la stima degli uffici comunali – 518mila euro. È previsto, inoltre, che il costruttore ceda al Comune aree (individuate in tre porzioni adiacenti a via Scansanese) che, sempre secondo i calcoli degli uffici comunali competenti, valgono 41.976 euro. Il costruttore dovrà poi pagare 179. 880 euro come contributo di sostenibilità. A questo punto, l’onere complessivo a carico del costruttore (518mila + 41.976 + 179. 880 euro) ammonta a 739.856 euro. E dato che tale somma è maggiore del 50 per cento del cosiddetto plusvalore dell’area – cioè la differenza tra quanto valeva l’area prima dell’intervento 227mila euro (stima degli uffici comunali) e quanto vale post variante urbanistica, 849mila euro (stima degli uffici comunali), diviso per due, cioè 311mila euro – il costruttore parrebbe sollevato dal pagamento del cosiddetto contributo straordinario, previsto – a partire dal 2014 – da una legge dello Stato, il Dpr 380/2001, articolo 16, comma 4, lettera d-ter. O meglio, stando sia alla proposta di deliberazione che ai contenuti dello schema di convenzione, l’Amministrazione comunale sembrerebbe orientata a sollevare il costruttore dal pagamento del contributo straordinario, che la norma nazionale ha previsto come aggravio agli oneri urbanistici “standard” in presenza di variante. Ad aprile il criterio adottato dall’Amministrazione comunale – secondo cui il contributo straordinario è dovuto solo nel caso in cui superi il valore degli altri oneri di urbanizzazione – è stato oggetto di discussione tra maggioranza e opposizione: il dibattito scaturì sul caso della variante “Casalone” di via Alberto Sordi, ma il principio non cambia. Cambiano le somme, visto che nel caso di quella variante ci sono in ballo non 311mila euro ma 5milioni che entrano o non entrano nelle casse civiche. Secondo l’opposizione tale contributo (straordinario) è dovuto perché l’intento della norma statale sarebbe proprio quello di prevedere un sistema di oneri diversificato a secondo della presenza o dell’assenza di una variante urbanistica .
 

L'APPELLO

«Le politiche urbanistiche portate avanti in questi anni dall’amministrazione Vivarelli Colonna si riassumono in un’idea - commenta Lorenzo Mascagni, capogruppo Pd in consiglio comunale -  occupare i margini agricoli della città con nuove superfici commerciali e nuovi quartieri. Le abbiamo fortemente contestate, senza peraltro essere ascoltati, perché la città ha bisogno di altro. La popolazione è invecchiata, la crisi economica morde più che altrove, gli esercizi di vicinato soffrono tremendamente, il centro storico è sempre più desertificato… Le scelte urbanistiche dovrebbero allora indirizzare risorse e investimenti nel recupero delle aree degradate, nei progetti di rigenerazione urbana, in programmi di rivitalizzazione del centro storico. Ed invece le giunta li sta canalizzando nella direzione opposta. È poi di tutta evidenza che quando un settore di mercato è saturo, a rimetterci saranno i più deboli. In questi giorni ho avuto l’occasione confrontarmi con molti titolari di attività commerciali che si stanno preparando a ripartire dopo l’emergenza sanitaria con tanto impegno ma con altrettanta trepidazione per il futuro. Ora che le grandi varianti urbanistiche vengono portate a compimento, è troppo chiedere al duo Vivarelli Colonna – Fabrizio Rossi di iniziare ad occuparsi anche di loro? Prima che sia troppo tardi».

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