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Le Macinaie al completo già alla fine di maggio «Speriamo di riaprire»

Fiora Bonelli
Le Macinaie al completo già alla fine di maggio «Speriamo di riaprire»

Un gruppo italiano ha già prenotato da tempo ma non ci sono ancora certezze Le aziende del territorio hanno creato un marchio: si punta tutto sull’ambiente

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castel del piano

L’albergo le Macinaie, una delle strutture alberghiere simbolo della parte alta dell’Amiata, è pronto per riaprire, se le disposizioni governative e regionali lo permetteranno, l’ultimo fine settimana di maggio. E se così fosse, per quel weekend le Macinaie sono già al completo. Il titolare, Enrico Bracciali, annuncia: «Siamo pronti. Abbiamo messo a punto tutti gli adempimenti anti Covid 19 possibili. Sia ben chiaro, che nei decreti non c’è nulla di obbligatorio per gli alberghi. Solo inviti e suggerimenti. In realtà gli alberghi potrebbero essere ancora aperti. Noi abbiamo chiuso e mandato il personale a casa per mancanza di ospiti, ma non perché eravamo obbligati a chiudere. Questo è quello che nella grande quantità di informativa dovuta al Coronavirus, abbiamo capito. Adesso, se Dio vuole si ricomincia. Non sappiamo ancora se ci sarà permesso di ospitare gente dal 29 maggio. Noi abbiamo un gruppo italiano importante per l’ultimo fine settimana del mese, con cui saremmo pieni. Ma è un gruppo che arriverebbe da fuori regione. Per questo non sappiamo come andrà. Poi per l’estate abbiamo qualche timido accenno di prenotazione. Al momento non so dire altro».

Tutto è ancora molto fluido, insomma, ma intanto, ad ogni buon conto, l’hotel Le Macinaie si è attrezzato: «In questo frangente – spiega Bracciali – abbiamo creato un nostro marchio, come aziende di Booking Amiata.com. Il motto del marchio è “Loro ci danno ossigeno”. Puntiamo a sottolineare al turista il contesto ambientale favorevole dell’Amiata, un monte poco frequentato, lontano dai focolai di contagio. Puntiamo su questa tipologia di offerta in cui stavolta la nostra perifericità e il nostro isolamento potrebbero farci gioco».

Ma oltre a giocare sull’Amiata “isola felice”, in questi mesi di lockdown Bracciali e i suoi si sono attrezzati al meglio per mettere in sicurezza la struttura alberghiera e gli spazi dedicati alla ristorazione: sono comparsi in tutte le aree comuni adesivi di distanziamento, nel ristorante, nelle scale, nella reception, nei corridoi. Vetri fra gli operatori e gli ospiti, dotazione, anche per questi ultimi, di mascherine e guanti. Non solo. Sono state redatte delle schede per gli operatori delle pulizie e per tutti gli altri lavoratori delle Macinaie e è a disposizione un manuale dove sono indicati i comportamenti corretti da tenere da parte di coloro che frequentano, lavorano, soggiornano in albergo. Nessun posto perduto nella sala ristorante, come spiega Bracciali: «Il salone è molto capiente – sottolinea – e praticamente le distanze c’erano già da prima. Questa disposizione non ci penalizza. Abbiamo, poi, per evitare contatti fra camerieri e ospiti, ideato una colazione monoporzione con prodotti tutti amiatini. Abbiamo già fatto accordi con aziende locali, come il caseificio di Stribugliano che si è mostrato molto disponibile e con altre aziende della nostra montagna. C’è anche una nuova procedura per ordinare i pasti. Il menu non sarà fornito al cameriere ma sarà ordinato col cellulare o col tablet. In questo modo sarà limitato il servizio del cameriere al tavolo».

Le Macinaie, poi, con tutti gli altri operatori che fanno parte di Booking Amiata.com si sono resi disponibili per vendere i dispositivi che loro stessi hanno istallato nelle loro attività, anche ad altri alberghi o ristoranti o a chi ne avesse bisogno: «Nel sito di Booking Amiata – aggiunge Bracciali – si possono acquistare già da oggi, distanziatori, vetri separatori, manuale per ospiti, schede di comportamento per operatori e quanto serve per riaprire le attività in tutta sicurezza. Siamo pronti. Cerchiamo di uscire fuori da una situazione di stallo, dopo un inverno terribile e con la pandemia non ancora domata. Le aziende amiatine non vogliono morire». —

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di Redazione web