Gioco
Arresti domiciliari dopo la rapina con il cartello a Poggio Murella
Il gip ha ritenuto sussistente la quasi flagranza, il giovane era stato arrestato venti minuti dopo il colpo messo a segno con una pistola giocattolo
Saturnia
Arresti domiciliari per Diego Borriello, il giovane di 19 anni arrestato lunedì dai carabinieri perché ritenuto responsabile della rapina al negozio di generi alimentari di Poggio Murella, con una pistola (una Beretta calibro 9, però un giocattolo e senza tappo rosso), guanti in pelle, il volto coperto e un biglietto: «Metti i soldi, tutti, o ti sparo. E zitta».
Il giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna ha convalidato il provvedimento, ritenendo sussistente – anche se il difensore Dario Chielli era stato di diverso avviso – la sostanziale flagranza. Appena venti minuti, nota il giudice, erano passati dall’allarme lanciato dalla titolare dell’esercizio al momento in cui i carabinieri avevano rintracciato Borriello, a casa, e lo stesso indagato non soltanto aveva ammesso le responsabilità ma aveva anche permesso di recuperare sia la pistola puntata alla testa della donna sia il denaro (160 euro). Ancora a casa, raggiungibile dal negozio attraverso un campo sterrato, i militari avevano trovato sia il foulard fucsia usato per coprirsi il volto dal giovane (che una mezz’ora prima, cioè intorno alle 12, era già stato al negozio), sia il pennarello arancione utilizzato per la scritta, sia il calendario dal quale Borriello aveva strappato il foglio su cui aveva scritto la frase.
Il colpo sarebbe stato messo a segno per pagare un debito di droga e ciò dimostrerebbe secondo il gip una certa attitudine di Borriello a commettere atti illeciti; la sua pericolosità può essere ricavata anche dall’uso della pistola. E dunque la scelta di una misura restrittiva, anche se non in carcere.
L’udienza si è svolta in modalità remoto, con il giudice che ha svolto interrogatorio collegandosi dal Tribunale (l’aula gip/gup è attrezzata appositamente per queste evenienze) con l’arrestato, che era in carcere con il suo avvocato. — p.s.
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