Il Tirreno

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fratelli d’italia 

«No alla sanatoria immigrati Bellanova deve dimettersi»

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Fratelli d’Italia chiede le dimissioni della ministra per l’agricoltura Teresa Bellanova. Lo fa attraverso il presidente provinciale Fabrizio Rossi e il responsabile per la provincia di Grosseto del Dipartimento regionale Toscana legalità, sicurezza e immigrazione Alessandro Gandolfi. Il tema è quello della sanatoria proposta dalla ministra per gli immigrati irregolari.

«Il ministro si dimetta e basta. Si deve dimettere se non accolgono nel governo la sua proposta. Si deve dimettere comunque se fosse accolta la regolarizzazione perché in un anno da 600 mila regolarizzati diventerebbe almeno il doppio con i ricongiungimenti familiari, andando ad aggravare la già precaria situazione di disagio sociale che ormai è manifesta in tante parti d’Italia. Fratelli d’Italia è decisamente contraria a questo tipo di sanatoria; il Governo piuttosto decida di impiegare nei campi coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza e risultano idonei per questo tipo di impiego. Si reintroducano i “voucher”, che hanno lo scopo di sopperire alla carenza di risorse umane, soprattutto per il periodo delle imminenti raccolte. Anche nella nostra realtà i percettori di reddito di cittadinanza sono tantissimi e pronti per essere indirizzati per lavorare in agricoltura, ovviamente con una retribuzione idonea e non da sfruttamento».

Rossi e Gandolfi ricordano che «in Maremma i giovani che solitamente nel periodo estivo preferivano andare a fare lavori stagionali nel settore turistico, in larga parte non verranno confermati a causa della crisi di presenze dovuta al Covid-19. Tantissimi non verranno assunti quest’anno, ma possono essere impegnati nell’agricoltura garantendone una retribuzione giusta. La nostra realtà è fortemente agricola e può rappresentare opportunità di lavoro senza nuovamente ricorrere agli immigrati, per giunta irregolari. Di questo dovrebbe occuparsi il ministro. L’indegna pratica del caporalato - proseguono i due esponenti di FdI - non si estirpa con le regolarizzazioni di immigrati irregolari, ma con la repressione dei reati e con l’introduzione di un giusto compenso per i braccianti. Altrove in Europa, per la carenza della manodopera nell’agricoltura sono state adottate altre soluzioni: riconversione di coloro che hanno perso il lavoro in altri settori, impiego dei percettori di cassa integrazione, apertura di “corridoi” per il transito dei lavoratori agricoli da un paese europeo all’altro, grazie agli accordi con i Paesi dell’Est Europa». —

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