Gioco
«No al taglio delle cattedre» Sindacati sul piede di guerra
Stamani videoconferenza per discutere le decisioni della ministra Azzolina «Fondamentale fare lezione il più possibile vicino alla propria abitazione»
grosseto
«No alle classi pollaio! » tuonano a più voci medici ed esperti. Il coronavirus impone il distanziamento sociale anche e soprattutto a scuola, il numero dei ragazzi in aula va diminuito e quello delle classi aumentato. Ma curiosamente, per ora a calare sembra sia solo il numero dei posti in ruolo. In Toscana, lo dicono le tabelle ministeriali, sono circa un centinaio in meno, da suddividere, ma ancora non è dato sapere in che percentuale, per ciascuna provincia.
A Grosseto i dirigenti non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, ma i sindacati sono sul piede di guerra. A lanciare l’allarme, le segreterie provinciali di Flc-Cigl, Cisl Scuola Fsur, Uil Scuola Rua, Fgu Gilda Unams di Grosseto, cui si sono aggiunte anche Lucca e Massa Carrara, primi in Toscana a denunciare quella che si configura come una clamorosa autosmentita della ministra Lucia Azzolina.
«L’organico della scuola resta invariato. Le cattedre non saranno toccate, non diminuiranno, come abbiamo sempre promesso, nonostante la denatalità. Abbiamo fatto una scelta di campo, che non guarda ai meri calcoli numerici, ma che mette al centro i nostri ragazzi e i loro diritti. Che vede la scuola come settore su cui investire. E che consentirà di lavorare nell’ottica della riduzione del numero di alunni per classe».
Sono le parole della ministra, citate dai sindacati, che questa mattina si riuniscono in videoconferenza, in seduta plenaria, per discutere delle decisioni assunte a sorpresa dal ministero, mentre le scuole sono all’oscuro e gli Uffici territoriali non sanno come far quadrare i numeri. E tutto questo, quando mancano quattro mesi alla ripresa delle lezioni. «Sarebbe opportuno che il ministero facesse delle stime su quanti insegnanti serviranno per ridurre il numero gli alunni per classe – scrivono i sindacati – e del reale fabbisogno di collaboratori scolastici, per garantire la sanificazione periodica degli ambienti. Al contrario, proprio nelle aree della Toscana più depresse e complesse, per distanze e trasporti, circola l’ipotesi di tagliare decine di posti di lavoro e cattedre, con la conseguenza inevitabile di moltiplicare il numero di classi di trenta studenti. Grosseto è la provincia più estesa della Toscana – aggiungono i sindacati – e per i suoi studenti il problema dei trasporti in tempi di coronavirus è tra i più rilevanti. La possibilità di fare lezione il più possibile vicino a casa è fondamentale, per ridurre il rischio di contagi. La strada del taglio di organici nelle realtà di Grosseto, con molti plessi in aree montane, determinerebbe la soppressione di molte scuole di montagna da sempre frequentate e che rappresentano i presidio sul territorio».
Infine un appello all’ufficio scolastico regionale, affinché prenda in considerazione il documento delle sigle sindacali, come un «fattivo contributo – concludono – alla risoluzione delle criticità emerse, che non si risolvono con i tagli di personale docente e tecnico-amministrativo». –
lina senserini
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