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Dona 270mila euro a Cana, il suo paese «Così si realizzerà una casa per anziani»
Valeriano Cosci, 93 anni, ha vincolato la generosa cifra per adeguare l’ex scuola elementare. Il sindaco Galli: «Grazie»
Fiora Bonelli / roccalbegna
C’è una casa di riposo nel futuro di Cana, frazione del comune di Roccalbegna. Un sogno reso possibile da Valeriano Cosci, un signore che è originario di questa piccola borgata dell’Albegna e che ha destinato al Comune rocchigiano un consistente lascito di 270mila euro. «Ma è solo un anticipo» ha confessato il benefattore al sindaco di Roccalbegna Massimo Galli.
La somma è vincolata, però, all’adeguamento della ex scuola elementare di Cana che potrà così diventare una struttura per ospitare gli anziani autosufficienti, una sorta di “condominio sociale” dove gli ospiti potranno costituire una famiglia allargata, simile a quella già in atto a Seggiano, dove l’iniziativa sta avendo un grandissimo successo.
Con una delibera di giunta l’amministrazione comunale di Roccalbegna (che non è nuova a donazioni, visto, ad esempio, un appartamento a Roma lasciato da un concittadino molti anni fa) ha accettato il lascito, in attesa della stipula formale davanti al notaio che avverrà a giugno.
«Siamo davvero felici per questa donazione – commenta il sindaco Galli – e abbiamo pensato, con Valeriano, di dar vita a un condominio sociale dove si possano anche preparare pasti caldi non solo per chi vivrà nel condominio, ma anche da portare nelle casa degli anziani del nostro comune e che non vivranno dentro la struttura. Ringraziamo il signor Cosci per questo gesto che dimostra il suo grande attaccamento e affetto per il borgo di Cana e per tutta la nostra comunità. Roccalbegna non ha una casa di riposo e chi ha bisogno di una simile struttura deve rivolgersi a Semproniano, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano. Adesso, finalmente anche Roccalbegna potrà averne una sua e naturalmente sull’edificio apporremo una targa che attesti che la casa di riposo proviene dalla donazione Cosci».
Valeriano Cosci aveva espresso al sindaco Galli già da alcuni mesi questo suo desiderio. «Sono legato a Cana – dice Cosci – ho messo da parte nella mia vita qualche soldino e voglio proprio che questo tesoretto venga impiegato per una casa di riposo da costruire proprio qui a Cana, ripristinando lo stabile delle ex scuole elementari. Adesso risiedo a Grosseto, ma l’estate mi trasferisco nella mia casa di collina. Ho amici e un affetto forte per questo mio paese di origine, per la mia casa adagiata su un poggetto da dove si vedono il mare e la Corsica, dove coltivo fiori, siepi, alberi, dove sono sereno e amato».
Valeriano Cosci, classe 1927, è arrivato in piena forma all’età di 93 anni. Per 40 anni è stato un agente di assicurazione, ma già a 14 anni ha cominciato a lavorare nel centro minerario di Baccinello. Lo racconta con grande emozione: «Mi chiamarono a lavoro a Baccinello a 14 anni, perché mio padre, che faceva il sorvegliante nella miniera, perse lì la vita per salvare un compagno che era rimasto sotto terra per lo scoppio di grisou. Morì lì sotto, e gli dettero due medaglie, una d’oro e una d’argento. Io, dunque, per sostenere la famiglia, entrai a lavoro e nemmeno potei continuare gli studi. Mi fermai alla quinta elementare, ma devo dire che come autodidatta, nella mia vita, sono andato molto avanti. Sono uno “enciclopedico” – sottolinea sorridendo –. Mi piace sapere, cerco, mi documento, sono curioso. Lo sono sempre stato. Mi interesso anche di politica, ma la guardo dall’esterno, non certo con la stessa passione di quando, come esponente più giovane di tutta Italia, militavo nelle file del Partito monarchico. Allora ero guardia d’onore del Panteon, onorificenza che mantengo ancora oggi con grande soddisfazione ed emozione».
Come dice Cosci stesso, Cana è davvero il suo luogo dell’anima. «È un posto bellissimo – dice – e lo hanno scoperto anche gli stranieri, perché oggi Cana è abitata da molte famiglie tedesche che qui hanno trovato il loro spicchio di paradiso e hanno deciso di risiedervi in modo permanente. Un posto che, secondo me, si merita una casa di riposo che nel nostro comune non c’è e che penso, invece, possa servire a tante persone sia di Roccalbegna che dei paesi vicini».
Un gesto, quello di Cosci, che richiama alla mente quello della famiglia Meola che l’anno passato ha donato all'associazione Gli Amici di Elsa, il suo albergo di Castell’Azzara «per aiutare chi ha bisogno e ricavarne un vantaggio morale assai maggiore di un guadagno economico proveniente da una vendita». L’associazione, guidata da Manuela Bondielli, ha già pronto il progetto per realizzarvi un centro di riabilitazione che garantisca ai bambini e ai ragazzi disabili fisioterapia, psicomotricità, logopedia e altre terapie. —
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