Il Tirreno

Grosseto

la querelle 

Progetti pro montagna, Arcidosso fa da paciere

Fiora Bonelli

Si fa avanti Marini dopo le divisioni provocate dall’esistenza di due piani e il rischio di perdere risorse da 500mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





arcidosso

«Bisogna realizzare tutti e due i progetti». Arcidosso invoca l’unità fra i Comuni dell’Amiata, su due progetti strategici per la montagna, elaborati da due gruppi di municipi dei due versanti che aspirano a accaparrarsi 500mila euro della Regione Toscana. Fra i due fronti non c’è accordo, e così Arcidosso cerca di mediare: «È un’opportunità straordinaria per dotare l’Amiata di infrastrutture, offerte e servizi – commenta il sindaco Jacopo Marini – Ma occorre unità di tutta l’Amiata e una salda condivisione politico-istituzionale. I due progetti proposti da Abbadia San Salvatore, Castel del Piano e Seggiano da un lato e da Piancastagnaio, Castell’Azzara, Santa Fiora e Roccalbegna dall’altro, sono entrambi belli e strategici. Il primo riguarda la parte alta dell’Amiata e le sue infrastrutture, come i parcheggi, ad esempio. La prima tranche del finanziamento regionale già spesa (500mila euro) è servita per completare il progetto sull’innevamento artificiale, ma certamente tutta l’area è da riqualificare. Il secondo progetto di cicloturismo mette a sistema itinerari che toccano tutti i comuni della montagna, anche quelli più collinari, un valore aggiunto per l’Amiata. La digitalizzazione, poi, è una occasione ghiotta per far conoscere al meglio il territorio, dall’ambiente, all’enogastronomia, allarte. Una strada praticabile solo se l’Amiata si presenterà unita.

«Opportunità da non perdere – osserva Marini – se si pensa che vi sono molte persone che dalla città vogliono tornare a vivere in montagna e che sarebbero attratte dall’Amiata ancor di più se riuscissimo a realizzare le idee messe in campo. Non si può andare, però, in ordine sparso. Senza unità e condivisione ogni progetto perde senso».

La carta vincente, insomma, sta in un accordo ritrovato: «Il post-Covid – prosegue Marini – è un vero e proprio spartiacque, un appuntamento con la storia per la nostra montagna. Sta a noi decidere se prendere o perdere il treno. E tutti dobbiamo salire sullo stesso treno, pena il fallimento di qualsiasi progetto, pur bello e importante che possa essere». L’auspicio è che entrambi i progetti vengano realizzati: «Tutti e due – aggiunge il sindaco – hanno una valenza strategica, e dunque non bisogna sceglierne uno, ma far sì che si concretizzino entrambi. Magari non immediatamente, ma spalmati da adesso fino alla primavera 2021, data in cui dovrebbero essere pronti. Il capogruppo Pd al consiglio regionale della Toscana Leonardo Marras e l’assessore regionale Stefano Ciuoffo stanno lavorando per trovare ulteriori risorse per l’Amiata che è, come si sa, area di crisi. Auspico che nelle pieghe di bilancio della Regione Toscana, sia possibile reperire fondi aggiuntivi, magari spalmandoli su due annualità. Ci sarebbe tempo per finanziarli entrambi e vederli ci sarà a breve un tavolo regionale fra Regione e comuni: «Ma a quel tavolo – osserva Marini – bisogna andare preparati e soprattutto uniti, lasciandoci alle spalle scontri e polemiche che dividono a cui, non lo nego, in passato anche il comune di Arcidosso aveva partecipato colpevolmente. Invece adesso è il momento di concentrarsi sull’unità, sulla responsabilità e sull’interesse sovrano di tutto il territorio amiatino». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore