Gioco
Favorì la fuga dell’omicida Durante la perquisizione trovati 32 grammi di coca
Francesca Gori / grosseto
Era già conosciuto dalla procura l’uomo arrestato venerdì sera dagli uomini della squadra mobile della polizia. Era indagato per favoreggiamento nell’omicidio di via della Pace: Pablo Acosta Manon, ventisettenne di origini dominicane, ora è rinchiuso nel carcere di via Saffi. L’accusa è quella di detenzione ai fini di spaccio: gli uomini della squadra mobile della polizia, coordinati dal sostituto procuratore Giovanni De Marco, venerdì sera si sono presentati a casa del ragazzo con un mandato di perquisizione durante la quale sono spuntati tre involucri contenenti cocaina, rispettivamente dal peso di 4,13 grammi, 9,20 grammi e 19,42 grammi, per un totale di oltre 32 grammi di sostanza stupefacente. In casa del giovane è stata trovata anche una confezione già aperta di mannitolo per un peso lordo complessivo di 35,9 grammi, una bilancina elettronica di precisione, due frammenti di cellophane trasparente già tagliati a forma circolare proprio per confezionare le dosi di cocaina e 975 euro in contanti, sequestrati anche quelli come probabile provento di spaccio.
Gli uomini della squadra mobile hanno trovato la droga in zone diverse della casa: dietro a un cuscino poggiatesta del divano angolare, sotto al coperchio del pulsante dell’impianto di risciacquo del water, nascosta dentro a una busta del supermercato e anche nella tasca del giubbotto che il ragazzo aveva riposto dentro al suo armadio. Nei pensili della cucina invece è stato trovato il materiale per tagliare e confezionare la cocaina mentre i soldi sequestrati erano in un cassetto del comodino in camera del ventisettenne. Il giovane di origini dominicane è stato portato in carcere: difeso dall’avvocato Riccardo Lottini verrà interrogato domani mattina dal giudice Sergio Compagnucci. Questo secondo fascicolo aperto a suo carico sarà riunificato con quello principale, affidato si sostituti procuratori Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco: il ventisettenne infatti era già indagato per favoreggiamento. Era stato lui, la vigilia di Natale, a raggiungere il cognato, il dominicano Bernard Edickson Genao, a Livorno per accompagnarlo in Spagna dove avrebbe cercato di nascondersi dopo aver fatto fuoco e ucciso un uomo in via della Pace. Genao, che non ha la patente, gli avrebbe chiesto di accompagnarlo in Spagna, dove vivono alcuni parenti dei due giovani e lui avrebbe acconsentito senza fare domande sul perché di quella fuga. I due erano stati poi fermati dalla polizia stradale a Ventimiglia: Genao è finito in carcere, il suo giovane cognato lo ha raggiunto due giorni fa. —
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