La protesta
«I parrucchieri vestiranno le mantelle prodotte da noi»
La ditta di abbigliamento si è momentaneamente riconvertita per i dispositivi di produzione: anche mascherine, cuffie e camici
grosseto
Prima, abbigliamento uomo/donna casual: e negli ultimi cinque-sei anni anche per un’importante firma del panorama nazionale. Adesso, dispositivi di protezione. Dai sanitari ai titolari dei negozi che non vedono l’ora di riaprire: parrucchieri ed estetisti. Fais Jeans si è riconvertita: «Momentaneamente - dice Daniela Aluigi titolare con il fratello Roberto dell’azienda di via Cere - La prospettiva di più lungo periodo è quella di tornare alla nostra produzione abituale ma continueremo a seguire quello che il mercato chiede». E il mercato chiede cuffie, mascherine, camici, mantelle: «Mantelle per gli artigiani che si apprestano a ripartire come i parrucchieri, oppure per dispositivi per gli agenti immobiliari che devono far vedere appartamenti e che devono comunque proteggere se stessi e i clienti; ma anche camici necessari a chi opera nella fisioterapia; camici in Tnt per i medici che hanno bisogno di cambiare i dispositivi e anche per i pazienti».
Nelle prime settimane dell’emergenza sanitaria, Fais Jeans ha prodotto per una sanitaria di Follonica quasi centomila mascherine: «Non ci siamo riposati un giorno - dice Daniela - Ma c’era uno scopo positivo, siamo andati avanti anche per questo motivo. Noi siamo in tre, con mio fratello e mio marito; ci sono state comunque ditte esterne che ci hanno aiutato». Poi le cuffie per i sanitari, in forza di un contratto stipulato a metà aprile con Estar da ben 200.000 pezzi. E contemporaneamente i camici, attualmente in produzione: finora dal laboratorio di via Cere ne sono usciti tremila. —
p.s.
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