Il Tirreno

Grosseto

Roselle riapre i battenti ma senza pallone

Paolo Franzò
Roselle riapre i battenti ma senza pallone

L’Us Grosseto consentirà a 5-6 giocatori al giorno di ricominciare ad allenarsi. Nel pomeriggio toccherà alle giovanili

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GROSSETO

Il Grosseto riapre le porte del Centro sportivo di Roselle. La notizia arriva improvvisa, attraverso un comunicato della società biancorossa che rompe quindi la lunga inattività. “L’Us Grosseto comunica che in seguito all’ordinanza 50 emessa il 3 maggio dalla Regione Toscana, da domani (oggi per chi legge, ndr), sarà concesso l’uso del Centro sportivo di Roselle ai tesserati biancorossi per sedute individuali facoltative. L’accesso al Centro sarà consentito esclusivamente agli atleti, sia della prima squadra sia del settore giovanile e della scuola calcio e sarà regolamentato con un numero massimo di persone per campo. Tutti i tesserati che decideranno di usufruire del Centro sportivo dovranno farlo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e soltanto nei due campi di gioco principali: rimarranno invece chiusi gli spogliatoi e le altre aree del Centro sportivo”.

Una decisione forse inattesa, ma in linea con molte altre società, soprattutto professionistiche. «Abbiamo pensato – spiega il presidente, Mario Ceri – di approfittare di quanto scritto nell’ordinanza regionale, per consentire ai nostri giocatori che vivono qui a Grosseto (per quelli di fuori città al momento è più complicato), di poter riprendere almeno l’attività atletica».

Quindi niente pallone? «Assolutamente no. I giocatori verranno qui la mattina e avranno due campi sui quali potersi allenare agli ordini del preparatore atletico, Nicola Stagnaro. Del resto, penso che sia un bene anche per loro. È impensabile che restino fermi fino alla prossima stagione».

Quindi non pensa che quella diciamo, in corso, possa più riprendere? «La stagione 2019-2020 credo di poter dire che è terminata, almeno per quanto riguarda la serie D. Ma non è per quello ripeto che apriamo il centro sportivo. Del resto, i giocatori verranno in 5/6 al giorno e si alleneranno ben distanziati l’uno dall’altro, nel rispetto delle norme sanitarie. Al pomeriggio invece, porte aperte per i ragazzi delle giovanili che allo stesso modo saranno seguiti dai loro tecnici, sempre e soltanto per la parte atletica».

Guardando al futuro, invece? «Se ne sentono tante – conclude Ceri – Quel che sembra certo è che le prime dei nove gironi saranno promosse in Lega Pro. Dopo di che, bisogna vedere cosa decideranno di fare in termine di riforme, perché la Lega Pro così come è strutturata oggi, non credo che possa avere più un futuro. Aspettiamo e vediamo cosa decidono. Se attueranno una riforma meno onerosa potremo ragionarci sopra».

Tornando alla ripresa degli allenamenti, va detto che i giocatori arriveranno al campo già cambiati e torneranno poi nelle rispettive abitazioni per la doccia. Spogliatoi e tutto il resto resteranno chiusi. Per adesso, mister Magrini seguirà questa fase da lontano, in attesa di novità, speriamo positive circa l’evoluzione di questo virus. —

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