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A PRANZO DAI PARENTI NIENTE MANUTENZIONI LE MIE PERPLESSITÀ SUI CONSIGLI DI ANVU
Ho letto con estremo interesse l’intervista rilascatavi dal presidente dell’Anvu Luciano Mattarelli tendente a spiegare i comportamenti più idonei da tenere dai cittadini in relazione all’ultimo Dpcm; i consigli sono importanti in questa fase decisiva dell’epidemia e quindi plaudo all’iniziativa che apprezzo, ma non posso fare a meno di sottolineare due perplessità che mi hanno colpito.
La prima è la deduzione che con i parenti si può (forse) anche mangiare e dormire quando finora ci hanno detto continuamente che si possono incontrare ma con la dovuta distanza di almeno un metro, con la mascherina, e, soprattutto, di non fare feste o convivi.
Vero che viene portato ad esempio una persona che lavora a Firenze e viene a Grosseto dai parenti stretti, ma allora si poteva evidenziare che questa poteva essere, al limite, una circostanza eccezionale e non normale per non dare involontariamente adito a comportamenti generalizzati sbagliati che certo il Dpcm non vuole.
Dove, invece, dissento è sul punto delle seconde case perché, se è vero che in Toscana ancora vige il divieto di frequentarle anche per la semplice manutenzione (forse in ricordo di quello che è avvenuto in Versilia e a Massa Carrara), ma è ammessa la manutenzione di orti e di terreni anche contivati a livello amatoriale, e quindi è perfettamente legittimo che un proprietario faccia manutenzione, soprattutto in questo periodo che, come ben sa chi si occupa di campagna, è il più impegnativo dell’anno.
Pensate cosa succederebbe se smettessimo di tagliare l’erba agli orti che circondano i nostri paesi di collina o non facessimo manutenzione ai campi, soprattutto i boschi; i rischi di incendio si moltiplicherebbero e ne deriverebbe, per giunta, la mancanza di decoro che la nostra bellissima campagna assolutamente non merita.
Al riguardo devo dare atto al presidente della Giunta Regionale Toscana Rossi di aver fatto ordine (almeno in questa materia) con estrema chiarezza (vedi ordinanza numero 36 del 14 aprile).
In ultimo mi si permetta una piccola ironia: signor Mattarelli, i proprietari di orti e piccoli appezzamenti di terreno collinari non sono dei Briatore o Berlusconi che hanno stuoli di giardinieri e altri dipendenti al loro seguito cui ordinare cosa fare o non fare, sono normalmente persone semplici dedite personalmente con le proprie braccia e pochi attrezzi a questa attività hobbistica solo per amore della natura, del territorio che amano e che, spesso, non porta loro nessun guadagno ma solo la soddisfazione di godere di un ambiente gradevole e a misura d’uomo. —
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