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Il cantiere delle Terme di Petriolo è pronto a riaprire i battenti
civitella paganico
«Bene il via libera di Conte ai cantieri edili, ma noi non vogliamo farci trovare impreparati. Ci stiamo organizzando per ricominciare i lavori».
Sono il responsabile del progetto per UnipolSai Francesco Mariani e il coordinatore scientifico di Italia Nostra Adriano Paolella ad annunciarlo. Ora che l’ultimo decreto del governo Conte lo consente, il cantiere delle Terme di Petriolo riaprirà i battenti. Il 4 maggi sarà il D-day, il giorno dell’Italia che riapre, cantieri edili compresi. «Certo. Aspettiamo indicazioni più precise da Roma. Sicuro però che il cantiere sarà a bassa intensità. Il personale sarà dotato di mascherine e guanti. Gli operai e i restauratori lavoreranno a tre metri di distanza l’uno dall’altro. E cercheremo di recuperare il tempo perduto», dicono Mariani e Paolella.
È dal 10 marzo che il cantiere di Petriolo è fermo. Gli operai, i restauratori e gli archeologi sono a casa. L’epidemia del coronavirus ha interrotto i lavori. Ma ora ci siamo. Tra le attività consentite, ci sono anche i cantieri edili. E la caccia al tesoro dentro una delle meraviglie archeologiche dell’Italia centrale ripartirà. La riqualificazione delle Terme di Petriolo – fortemente voluta dalla ex presidente nazionale di Italia Nostra, oggi vicepresidente regionale Maria Rita Signorini – è finanziata con 4 milioni di euro da UnipolSai.
Parla il direttore dei lavori di quasi tutto il cantiere, l’archeologo dell’Università di Firenze Gianni Minutoli: «Il primo lotto l’abbiamo finito. Abbiamo ristrutturato la torre nord, le mura dalla vallata alla torre e quelle da oriente a occidente. Per il secondo lotto è pronta la documentazione. Finiremo il restauro delle mura e delle altre due torri. Il terzo lotto è ancora presto per parlarne. Si può dire però che consiste nel restauro della chiesa e delle terme papali». La fine dei lavori è prevista per l’autunno 2021. Interessante conoscere in anticipo l’allestimento della torre nord. Racconta Paolella: «NeI locale a piano terra metteremo panche per sedersi e video. Poi si fa una scala in legno, si attacca all’altra in muratura e i visitatori salgono in cima tra due striscioni calati dall’alto. Nella cima ci saranno installazioni e plastici. Tutto racconterà la storia della torre. Con una sorpresa. Dalla finestra si potranno vedere le mura che degradano verso il fiume Merse». La torre nord doveva aprire ai visitatori a maggio. Causa coronavirus l’inaugurazione è stata rinviata a data da destinarsi.
Gli archeologi puntano l’attenzione sulle sponde del fiume Merse. È il tratto che sta sotto le vasche termali dove oggi la gente va a fare il bagno. Lì le ruspe devono ancora scavare. Ma dovrebbe riservare una bella sorpresa. Dalle sponde dovrebbero spuntare i bagni medievali delle donne. Ne parlano i documenti dell’archivio comunale di Siena. Li cita l’archeologo dell’Università di Siena Andrea Arrighetti: «È l’anno 1401. Il consiglio generale del Comune di Siena decide di alzare la torre che stava dalla parte opposta al fiume. Gli scopi erano due: aumentare la difesa della cittadella ed evitare la vista dei bagni delle donne da parte dei curiosi». Molto probabile dunque che sotto le sponde del fiume Merse ci siano le fondamenta dei bagni delle donne. —
Samuele Bartolini
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