Italia
Riva incassa la fiducia, lui non torna indietro
Il Pd richiama la bruni: «Serve coerenza». Il sindaco Morini non prende posizione sul fascismo e l’Anpi non festeggia
manciano
Il sindaco di Manciano Mirco Morini rinnova la fiducia a Giovanni Riva e rigetta le sue dimissioni. Riva, assessore esterno con delega al bilancio, appoggiato dal gruppo È Ora, ha rassegnato, nei giorni scorsi, le dimissioni dopo le polemiche seguite al gesto del vice sindaco Luca Pallini che aveva commentato con un sole che ride il video di Faccetta Nera. L’assessore, dal canto suo, non cambia idea: «Le mie dimissioni - dice - sono irrevocabili».
Un gesto che fin da subito aveva fatto perdere alla giunta di Mirco Morini l’appoggio di È Ora gruppo che sosteneva, oltre Riva, anche l’assessora ai lavori pubblici Valeria Bruni della quale sono state invocate le dimissioni che però non sono mai arrivate.
A questo proposito proprio il gruppo È Ora ha chiuso ogni rapporto con Bruni «rea di non aver mai preso le distanze dal gesto di Pallini dimostrando – per i suoi ex sostenitori – di essere passata da sinistra a destra».
Riva si era dimesso a poche ore di distanza dallo stesso Pallini. Di entrambi però Morini ha rigettato le dimissioni. «Preso atto della richiesta di dimissioni presentate dall’assessore Riva – spiega il primo cittadino – vista la stima incondizionata che nutro nei suoi riguardi, intendo rinnovare la mia più totale fiducia nei suoi confronti e rigetto le sue dimissioni».
Oggi Morini cercherà di parlare con l’ex assessore per capire se ci sarà da parte sua la volontà di tornare a ricoprire il suo ruolo. Sulla vicenda ieri è ritornato anche il segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine, che si è scagliato contro Bruni e Morini. «La coerenza in politica è un patrimonio e una caratteristica che non appartiene al sindaco di Manciano: si è fatto eleggere come rappresentante civico su un programma fondato sui bisogni concreti, ma evidentemente la sua ispirazione guarda a destra. Ma in quella giunta c’è anche un altro componente che ancor più spicca per incoerenza, si tratta di Valeria Bruni. La storia politica della Bruni è tutta nell’ambito del centro sinistra – aggiunge Termine – così come quella dello schieramento “È ora” da cui è stata espressa. È ora, però, non appena il sindaco ha palesato la sua vocazione di destra è uscita dalla maggioranza chiedendo ai suoi assessori di dimettersi. Valeria Bruni, invece, è ancora in giunta, il suo contributo non è tecnico, ma politico. Dica apertamente, senza trincerarsi dietro frasi di rito, che ha cambiato idea e che è diventata di destra. Io – conclude il segretario provinciale Pd – le chiedo soltanto chiarezza per sapere con chi ho a che fare».
Una presa di posizione da parte della giunta Morini era stata richiesta anche dall’Anpi Manciano che aveva annunciato che non avrebbe più condiviso celebrazioni col Comune, a partire da quella del 1°maggio. «Per la prima volta, dal 1944 – dice l’Anpi – Manciano non festeggerà, nelle forme tradizionali il 1° maggio a causa delle norme imposte per il contrasto al coronavirus». A Manciano non ci saranno, da parte dell’Anpi, nemmeno celebrazioni simboliche. «Ragioni di opportunità politica e culturale impediscono anche un semplice omaggio simbolico al monumento, com’è successo per il 25 aprile. In assenza quantomeno di una pubblica dichiarazione da parte del vicesindaco di aperta condanna del fascismo vecchio e nuovo, non esistono le condizioni per fare assieme al Comune una qualsiasi celebrazione. Finché mancheranno atti significativi, l’Anpi confermerà la propria indisponibilità a condividere con l’amministrazione le ricorrenze» . Mirco Morini, dal canto suo, esprime vicinanza al mondo del lavoro. «Siamo vicini a tutti i lavoratori - dice il giorno prima della festa - soprattutto in un momento tanto difficile come quello che stiamo attraversando». — I.A.
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