Il Tirreno

Grosseto

Se Roma dimentica il microcosmo della biodiversità

g. m.
Se Roma dimentica il microcosmo della biodiversità

Dal 4 maggio via libera ai parchi cittadini ma il decreto Conte non cita le aree protette 

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l’attesa

Chi ama passeggiare immerso nella natura sa che questo è il miglior periodo dell’anno per godere dei colori e dei profumi, dei ronzii e dei fruscii di tutti quei luoghi – e in Maremma sono tanti – che ancora custodiscono biodiversità. Il decreto firmato il 26 aprile dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che descrive norme e modalità in base alle quali dovrà avvenire la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza coronavirus dettaglia anche la vita che ci aspetta e che ci spetta all’aria aperta. Dal 4 maggio sarà consentito l’accesso ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici (articolo 1, lettera e) per fare attività motoria e sportiva ma non attività ludica e ricreativa (articolo 1, lettera f). Il decreto del 26 aprile non fa alcun accenno però alle aree protette, che sono state chiuse al pubblico in concomitanza con il decreto che l’11 marzo ha blindato l’Italia. Quindi ad oggi non è dato sapere se e quando si potrà tornare a percorrere – autonomamente o in compagnia di guide ambientali – i sentieri del Parco regionale della Maremma, per esempio, ma anche le Oasi del Wwf, da Burano a Orbetello a Bosco Rocconi; si sa solo che si potrà tornare a passeggiare nei parchi e nei giardini pubblici mantenendo il distanziamento sociale. Non è escluso però che nel giro di pochi giorni il governo possa chiarire se e come – dal 4 maggio – si potrà godere della vera grande ricchezza che offre la Maremma: Federparchi ha già posto una Faq – una domanda circostanziata – su questo tema al governo; parchi protetti e oasi del resto offrono grandi spazi nei quali possono essere garantite le distanze di sicurezza. –

g. m.

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