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Marras: «Serviva più coraggio» Fi: «Molta teoria, poca pratica»
grosseto
Il piano per le riaperture delle attività commerciali e produttive non piace al centrodestra ma non entusiasma neanche il centrosinistra.
«Ovviamente condivido appieno la necessità di scaglionare le riaperture – dice il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras –; il “tutto e subito” sarebbe sbagliato e pericoloso. Ma serviva più coraggio, a partire dalla considerazione delle condizioni reali di salute delle comunità e quindi dalla conseguente differenziazione tra le varie Regioni. Ci adegueremo a quanto disposto, ma continueremo a chiedere maggiore autonomia e io stesso chiederò al presidente Rossi di continuare con le ordinanze come ha fatto fino ad oggi perché si possano sfruttare gli spazi lasciati dal decreto e permettere il riavvio anticipato di altre attività». Marras suggerisce di cogliere l’occasione per riorganizzare gli spazi. Per i ristoranti, ad esempio, Marras suggerisce di limitare la circolazione delle auto nei centri di città e paesi creando zone con limite di velocità a 30 km/h e privilegiare bici e percorsi pedonali per «recuperare spazi – dice – e dare così la possibilità, magari gratuitamente per questo periodo, ai locali di espandersi il più possibile affinché l’estate possa esser vissuta al massimo, con le dovute limitazioni, e fuori più che dentro ai locali».
Totale bocciatura al nuovo decreto da parte di Forza Italia. La deputata maremmana Elisabetta Ripani attacca il premier Conte: «Nulla di detto su test sierologici, tamponi, strategie di contenimento del virus, app Immuni, su scuole chiuse e misure di sostegno per le famiglie, niente su turismo, commercianti, balneari, palestre, discoteche, scuole guida ed altro, né sulle condizioni di riapertura per le imprese. Molta teoria e poca pratica. Il piano è quello di non avere un piano, se non quello di serrare tutto nuovamente nel caso in cui si rialzi la curva del contagio. L’Italia chiude per prima e riapre per ultima». Ripani è preoccupata: «Dopo mesi di chiusura c’è bisogno di fatturare, un altro mese a secco farà morire gran parte del tessuto economico. O il Governo interviene con misure serie e concrete per permettere ad imprenditori, artigiani, commercianti, partite iva di stare a casa o deve trovare il modo di farli ripartire nel pieno rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, così come ha disposto per le sale da gioco».
Parole ancora più dure quelle del senatore orbetellano Roberto Berardi: «Una buffonata. Non prendono una decisione per i cittadini, ma solo e soltanto per pararsi il fondoschiena – dice a proposito delle task force –. A chi o cosa serve una situazione del genere? Non certamente alle nostre famiglie, imprese, lavoratori e soprattutto piccole partite iva. Nessuna decisione sul turismo, sul balneare . In pratica una condanna a morte. Tutti fissati con la “curva”» che «“non deve risalire”. Bene – conclude – la curva molto probabilmente risalirà per poi ridiscendere, questa è statistica ma soprattutto l’evoluzione del Covid-19, solo in un caso non risalirà, quando saremo tutti morti. Manca poco». —
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