La protesta
Un sole per Faccetta nera: «Morini gli tolga le deleghe»
Il caso Manciano. Dopo l’apprezzamento del vicesindaco Pallini a un post con l’inno fascista cinque consiglieri dell’opposizione chiedono che venga licenziato dalla giunta.
MANCIANO. Nonostante si sia scusato pubblicamente riconoscendo di aver compiuto «una leggerezza» per quel sole splendente che ride postato a mo’ di commento-apprezzamento sotto l’inno mussoliniano “Faccetta nera” contenuto in un post di Facebook, il vicesindaco di Manciano Luca Pallini resta nella bufera. E il vento non soffia solo da Manciano ma anche da fuori Comune: dal capoluogo, Grosseto, per esempio; l’episodio ha avuto del resto una notevole risonanza anche perché accaduto il 25 aprile, giorno in cui l’Italia celebra la liberazione dal nazi-fascismo.
«SINDACO TOGLI LE DELEGHE»
Una richiesta di revoca delle deleghe del vicesindaco è stata inviata al sindaco Mirco Morini dai consiglieri comunali del gruppo Tradizione e Futuro – Giulio Detti, Hannah Lesch, Antonio Camillo, Eleonora Amaddii – e dal consigliere comunale Fiorenzo Dionisi del gruppo “Fiorenzo con i cittadini per i cittadini”. «In mancanza delle immediate dimissioni diPallini le chiediamo – si rivolgono al sindaco – di provvedere alla revoca delle deleghe attribuitegli»; e se il provvedimento non dovesse giungere, i consiglieri valuteranno se presentare al consiglio comunale una mozione di sfiducia alla giunta Morini.
«MANCIANO DIMETTA PALLINI».
Sulla questione interviene anche Italia Viva Grosseto con un sollecito rivolto al sindaco, alla giunta e ai consiglieri: «Un vicesindaco di un Comune democratico e antifascista come Manciano – scrive Italia Viva Grosseto – non può permettersi di contribuire all’apologia di fascismo. Luca Pallini si è dimostrato, con il suo gesto, incompatibile e inadeguato al ruolo di rappresentanza che ricopre. Lo invitiamo a tornare a essere un cittadino comune e a far tesoro di quanto ha causato. Italia Viva chiede al sindaco che lo ha nominato, ai suoi colleghi di giunta e ai consiglieri comunali di dimetterlo, di espellerlo dal gruppo di cittadini democratici che amministra la comunità».
OLTRE ALLE SCUSE
Sulla stessa lunghezza d’onda viaggia la segreteria del Pci di Grosseto: «Oltre alle scuse – scrive il Pci – chiediamo una chiara presa di posizione di Pallini contro il fascismo perché il fascismo “non è un opinione ma un crimine” (citazione di Sandro Pertini), e pertanto reato contro l’umanità. Nel caso che questo non avvenga, Pallini si assuma le sue responsabilità e abbia l’accortezza di uscire da un’istituzione che pretende fedeltà alla Costituzione italiana dove non ci sono spazi per riconoscere, in nessuna forma, il richiamo ai boia del Ventennio fascista».
QUI L'ANPI
Anche l’Anpi interviene sull’episodio. «L’apprezzamento così sfacciato di un inno imperialista, guerrafondaio, fascista e razzista come Faccetta nera – scrive Lucio Niccolai, presidente dell’ Anpi Manciano – può solo essere giustificato dall’ignoranza: forse, chi lo esalta non si è mai preso la briga di leggerne il testo e capirne i contenuti. Se invece la condivisione è proprio dei contenuti, allora dovrebbe essere informato del fatto che quei contenuti sono antitetici alla nostra Costituzione. Se poi chi lo fa è un amministratore, farebbe bene a porsi una domanda: ha giurato sulla Costituzione? Allora dovrebbe sapere che il fascismo e la sua apologia non sono compatibili con un ruolo istituzionale». –
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