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Le mascherine della Regione distribuite solo in farmacia

L.s.
Le mascherine della Regione distribuite solo in farmacia

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Mascherine, atto secondo. La Regione ha fatto retromarcia e ora si potranno ritirare solo nelle farmacie, non più anche in alcuni supermercati. Decisione inevitabile, anche se non indolore, a seguito di polemiche, proteste, code, ma sopratutto difficoltà, se non impossibilità, a registrare correttamente l’avvenuta consegna nei punti vendita della grande distribuzione. «In farmacia le mascherine vengono distribuite con la stessa modalità dei farmaci erogati per conto della Asl – spiega Alfredo Discepoli, titolare con Alessia Chelini della farmacia La Rugginosa a Grosseto – registrando, cioè, l’avvenuta consegna su un applicativo che legge la tessera sanitaria, apre la scheda dell’utente e riporta in automatico l’operazione. In questo modo ogni persona può prendere solo le proprie cinque mascherine, da usare per aprile». Nei supermercati, invece, la registrazione è stata fatta trascrivendo su un foglio il codice fiscale o non è stata proprio fatta. «Quindi, in farmacia non possiamo vedere dal programma se l’utente abbia già avuto le mascherine. Quello che, tuttavia, mi preoccupa di più è come verremo riforniti. Finora ci sono state consegnate 160 mascherine alla volta, che se ne vanno in media in mezz’ora. Ne porteranno altre lunedì e siamo già al 27 aprile. Poi tocca a quelle del mese successivo», sospira Discepoli. A maggio, infatti, a ogni cittadino devono essere date 30 mascherine e le circa 70 farmacie del territorio avranno il loro bel da fare, soprattutto se le consegna avverrà con il contagocce e non con scorte ampie in grado di soddisfare i clienti, diluendoli nell’arco della giornata, evitando code e assembramenti.

Ne sa qualcosa Roberto Petitto, titolare della omonima farmacia a Scarlino Scalo, che al secondo giorno di consegna ha dovuto chiamare i vigili, perché la gente in coda si azzuffava. «Ne sono state distribuite molte di più ai supermercati che alle farmacie – dice – A Scarlino ci sono 3600 abitanti che per i prossimi giorni saranno qui a prendere il posto in fila, ma la quantità che vi viene consegnata finisce subito. Figuriamoci cosa succederà a maggio. Siamo pronti a fare la nostra parte, come avvenuto finora, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare», conclude. — L.s.

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