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La sua Capalbio piange Nicola Caracciolo Realizzò il sogno di Niki de Saint Phalle

Francesca Gori; ALTRO SERVIZIO A PAGina 10
La sua Capalbio piange Nicola Caracciolo Realizzò il sogno di Niki de Saint Phalle

Figlio del principe Filippo, era stato giornalista della Rai: per decenni ha combattuto contro l’autostrada in Maremma  

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capalbio

«Vieni al mondo, conosci una persona come lui e da quel momento pensi che sarà sempre nella sua vita, che non se ne andrà mai». Luigi Bellumori, l’ex sindaco di Capalbio, ieri mattina è stato raggiunto da una notizia che credeva davvero non potesse mai essere scritta. Nonostante l’età del protagonista, i suoi 89 anni. Nicola Caracciolo, fratello dell’editore Carlo e di Marella Agnelli, moglie dell’Avvocato, se n’è andato nella notte tra venerdì e sabato. Da meno di una settimana era ricoverato in una clinica a Roma: domani le sue ceneri torneranno lì, sul colle di Garavicchio, nella cappella di famiglia dove riposa anche il figlio Filippetto, morto a 36 anni per un male incurabile.

Il nome di Caracciolo, “il principe di Capalbio”, è da sempre legato alla piccola Atene. Fratello minore dell’editore Carlo Caracciolo, Nicola è stato l’amministratore della Sia, la Società immobiliare agricola proprietaria dei terreni e degli immobili che costituiscono il patrimonio della famiglia a Capalbio. Insieme al fratello Carlo, concedette un appezzamento di terreno all’artista Niki de Saint-Phalle che, con l’aiuto del marito, aveva deciso di realizzare proprio a Garavicchio un’opera ispirata al Parco Güell di Gaudi di Barcellona. Nel 1997 fu costituita la Fondazione Giardino dei Tarocchi: Nicola Caracciolo entrò insieme al fratello nel consiglio di amministrazione, con l’artista e con il Comune di Capalbio che si è affidato a un consulente esterno, Gigi Pecoraro.

È stato l’amore per Capalbio, l’attaccamento alla terra di Maremma ad accompagnare per tutta la vita Nicola Caracciolo che ieri, quando la notizia della sua morte è arrivata nel borgo, ha voluto dedicare al giornalista e storico, allo studioso e ambientalista, un saluto commosso. Negli spazi pubblicitari sono comparsi alcuni manifesti funebri che sono stati fatti stampare dall’associazione MaremmaViva. «In Nicola Caracciolo si ricorda – si legge – l’appassionato difensore d Capalbio e del principio che si può sviluppare ma anche preservare un territorio meraviglioso come questo che ospita tutti noi accanto a lui, Rossella e Marella».

A Capalbio e nel resto della Maremma, il nome di Nicola Caracciolo era legato soprattutto alla battaglia contro il tracciato autostradale, portata avanti come presidente di Italia Nostra della Maremma e della Tuscia. Presidente onorario di Italia nostra nazionale, Caracciolo non si è mai tirato indietro quando c’era da difendere quel territorio che amava così tanto. «Il nostro borgo deve molto alla presenza di Nicola che si è impegnato fin dagli anni Settanta nella difesa del nostro territorio e nella battaglia contro il nucleare quando si voleva costruire la centrale a Montalto di Castro – dice il sindaco della piccola Atene Settimio Bianciardi – La sua è stata una presenza affettuosa, gentile e combattiva che ha accompagnato lo sviluppo di Capalbio, controllandolo e non perdendolo mai d’occhio. Ne ha favorito anche la crescita culturale come presidente del premio internazionale Capalbio Piazza Magenta dove teneva che il premio avesse sempre un tratto ambientalista».

Corrispondente da Washington per il giornale La Stampa, storico, scrittore e regista: Caracciolo era un uomo di una cultura infinita e proprio per questo era stato scelto come presidente della giuria del prestigioso premio Capalbio, il premio letterario che in estate porta i più grandi scrittori e i più grandi rappresentanti della cultura in piazza Magenta.

«Ho conosciuto Nicola quarantadue anni fa – dice l’ex sindaco Luigi Bellumori – e con lui ho sempre avuto uno scambio di opinioni franco. Era davvero un piacere poter parlare con lui, confrontarci su ogni argomento. Ci ha lasciati da buon padre di famiglia che ha avuto il cuore spezzato dalla prematura perdita di un figlio, marito attento e premuroso, un cittadino attivo nelle iniziative. Per me è stato un maestro e un amico, gli sono legato da un affetto davvero profondo. Nicola Caracciolo era un galantuomo di altri tempi che ha vissuto con il rispetto di tutti. Soldato vigile per la difesa di Capalbio. Un pensiero affettuoso, lo dedico a Rossella e a Marella, ma devo ancora ringraziarlo per tutto quello che Nicola ha fatto per Capalbio». –



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di Redazione web