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Grosseto

Isgrec, Magliano apre la porta Il Pd: «È una provocazione»

francesca ferri
Isgrec, Magliano apre la porta Il Pd: «È una provocazione»

La proposta della Lega di trasferire l’istituto a Maiano Lavacchio piace a Cinelli ma è polemica 

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la polemica

francesca ferri

Da un lato la disponibilità del sindaco di Magliano in Toscana. Dall’altro la dura replica del Pd che parla di «proposta inaccettabile e vergognosa».

L’idea della Lega di far trasferire l’Isgrec, Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, dalla sua sede alla Cittadella dello studente alla ex scuolina di Maiano Lavacchio, luogo simbolo della strage nazifascista dei Martiri d’Istia, a 15 chilometri di distanza, nella campagna maglianese, suscita reazioni contrastanti.

L’Isgrec come noto rischia di non riaprire dopo il lockdown perché la sede, che occupa da 27 anni, di proprietà della Provincia, è in parte inagibile, aspetto – questo – sempre conosciuto ma ufficializzato solo ora dopo un esposto anonimo. La Provincia non ha intenzione di fare i lavori per sanare l’immobile e da qui la proposta del segretario della Lega Andrea Ulmi e del parlamentare Mario Lolini di trasferire l’istituto – con la sua biblioteca e i suoi archivi – nella scuolina, che l’Isgrec ha in comodato per realizzarci una casa della memoria.

Sempre nella ex scuola a Maiano la Lega suggerisce di portare la lavagna dei fratelli Matteini, due delle vittime della strage, finora custodita nell’ufficio del sindaco di Grosseto.

la disponibilità di cinelli

Da Magliano il sindaco Diego Cinelli spalanca le porte. Cinelli ricorda che il progetto sulla scuola è di realizzarvi un centro studi sulla storia contemporanea, oltre che un museo della memoria. Ma, aggiunge, «certamente se nascesse lì la sede dell’Isgrec, con la sua importante biblioteca, sarebbe un valore aggiunto per il territorio».

La biblioteca, appunto, un patrimonio di 20mila volumi, la seconda di Grosseto dopo la Chelliana, tutelata dalla Soprintendenza. Per Magliano, dice Cinelli, sarebbe una ricchezza culturale in un luogo che ha «valore simbolico ed evocativo». E lo stesso vale per i soldi che servirebbero. Per la trasformazione della scuola in una casa della memoria, ricorda Cinelli, «a parole tutti spesero parole di elogio e si impegnarono a dare il proprio contributo, ma alla fine non mi risulta che si siano raccolte grandi risorse. Serve allora che tutti siano consapevoli dell’importanza dell’Isgrec e di ciò che Maiano Lavacchio rappresenta».

Cinelli suggerisce: «Se tutti i comuni, proporzionalmente al numero di abitanti, decidessero di partecipare economicamente, dimostrando che all’Isgrec ci tengono per davvero e non solo con le pacche sulle spalle, anche Magliano, oltre a concedere la scuola e a valutare l’ampliamento, sarebbe disposto a dare un contributo. Però serve la concreta volontà di tutti». Stessa disponibilità nel portare a Maiano la lavagnetta dei Matteini: «Un bene prezioso che tornerebbe nel suo luogo originario e che come sindaco sarei ben felice di ospitare sul mio territorio per conto del Comune capoluogo».

lo sdegno del pd

Di opinione diametralmente opposta è il Pd. «Si sono sempre e dichiaratamente disinteressati al progetto di costruire un polo della memoria nella scuolina di Maiano Lavacchio e adesso vorrebbero spostarci l’Isgrec? Più che una proposta quella della Lega è una provocazione bella e buona, soprattutto nel giorno in cui si festeggia la Resistenza e la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. La sfacciataggine, poi, con cui hanno avanzato la scellerata ipotesi di spostare anche la lavagna è grave quanto l’idea stessa», dicono Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione, Giacomo Termine, segretario provinciale Pd, Leonardo Culicchi, segretario del Pd di Grosseto, e Lorenzo Mascagni, capogruppo Pd in consiglio comunale a Grosseto.

«L’Istituto è qualcosa di vivo – dice il Pd – un luogo e un progetto di ricerca, di formazione, di educazione al rispetto e alla memoria, nonché un supporto importante per gli studenti delle scuole superiori grossetane e per quelli di tutta la Toscana che partecipano al lavoro sul confine orientale promosso dalla Regione e per cui proprio l’Isgrec si occupa della didattica e dell’organizzazione. Ed è per questo che deve stare vicino al cuore della città. Quella di Maiano Lavacchio deve essere un’iniziativa culturale distinta, elemento nitido e pulito di monito di un passato che non deve più ripetersi». Quanto alla lavagna dei fratelli Matteini, toglierla dall’ufficio del sindaco «significherebbe strappare un pezzo della storia della città dalla stanza che ospita il suo più importante rappresentante», dice il Pd, «la traccia indelebile di chi ha dato la vita per la nostra libertà è un monito per tutti noi che dovrebbe investirci di responsabilità nell’amministrazione della città e delle istituzioni, non certo spingerci a nasconderla». Per il Pd i rappresentanti della Lega «vogliono far sparire dalla città chi si occupa di memoria e di antifascismo. E questo – dice il Pd – è gravissimo».

Il Pd inquadrano la vicenda in un clima generale: «Mentre i leghisti grossetani avanzano questa proposta, il vicesindaco di Manciano, altra amministrazione sostenuta dal centro destra provinciale, omaggiava su Facebook un canto fascista – dice il Pd –. Chiediamo che i sindaci Vivarelli Colonna e Cinelli rigettino la proposta e agli amici leghisti ricordiamo che se ci tengono davvero a valorizzare la scuolina di Magliano, sono ancora in tempo a dare il loro contributo al progetto del museo e centro di formazione dato che fino ad oggi il Comune di Grosseto se è totalmente disinteressato». —



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