La protesta
Dai distillati al riso, dai tortelli all’olio Evo, i tanti tesori della Maremma e dell’Amiata
Grosseto. Ecco chi sono i produttori che nella grande distribuzione hanno trovato uno sbocco importante per il loro business
GROSSETO. Panettieri e pasticcieri, pastai, casari, macellai-salumieri, olivicoltori, maestri distillatori e birrai... Sono un esercito i piccoli imprenditori della filiera agroalimentare della Maremma e dell’Amiata che hanno trovato uno sbocco per il loro business nella grande distribuzione organizzata: grazie a Conad Grosseto che per loro ha sempre avuto una vera e propria “fissazione”. E che si è concretizzata nel sostegno economico per la creazione di Presidi Slow Food – dal Biscotto Salato di Roccalbegna alla Pesca Tradizionale della Laguna di Orbetello, per esempio – e in contratti di fornitura. E così mentre l’Italia progetta la Fase 2 dell’emergenza coronavirus che dovrà imboccare anche e necessariamente la strada di una ripartenza economica, Il Tirreno ripercorre le tappe di un viaggio già intrapreso da Conad facendo tappa nelle micro fucine di produzione di questi piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori, nella speranza che la Ripresa – mossa da esigenze nuove e nuove consapevolezze – possa coinvolgerli da protagonisti: e che altri possano mutuare il “modello Conad”.
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QUI ROCCALBEGNA
A Santa Caterina, una manciata di case “sotto” al borgo di Roccalbegna, c’è una coppia di sposi dal cui forno escono squisitezze sia dolci che salate. Si chiama “Sapori e Saperi di Maremma” la pasticceria di Moreno Cortecci e Antonella Vergari. A dare loro fama è stato il tradizionale biscotto salato a forma di otto: tant’è che Moreno – insieme al fornaio di Roccalbegna Libero Conti – firmò il disciplinare Slow Food che stabilisce come si deve fare il vero biscotto salato di Roccalbegna; oggi a portare avanti la produzione blasonata dalla chiocciolina è il Panificio Conti.
QUI ROCCASTRADA
Cambiamo luogo e spostiamoci a Torniella, enclave roccastradino. Non c’è palato che possa resistere al salame al Morellino di Scansano di Silvano Mori, il macellaio-salumiere che ha deliziato persino il palato del principe William, duca di Cambridge, e della sua consorte, la principessa Kate Middleton, che hanno inserito i suoi salumi – che lui sostiene siano eccellenti anche grazie all’aria che si respira a Torniella, fresca e asciutta – nel menu del loro principesco convivio nuziale.
QUI GROSSETO
Scendiamo nel capoluogo, dove in via Topazio troviamo il laboratorio artigianale “Pastai in Maremma” di Roberto Delli, maître della pasta come la faceva la nonna – dallo gnocco al picio alla tagliatella – e cultore del tortello maremmano doc, un tripudio per le papille grazie a un sapiente mix di tradizione, abilità e ingredienti rigorosamente locali, autoctoni. Dalla città scendiamo verso mare dove lungo la strada della Trappola troviamo la tenuta San Carlo dove gli animali vengono allevati allo stato brado e si coltiva riso: qui c’è Ariane Lotti entusiasta produttrice di chicchi bianchi – dal Carnaroli al Ribe adatto ad essere coltivato in quei terreni – erede del sogno imprenditoriale del bisnonno che nel 1936 giunse dal Veneto in Maremma dove acquistò terreni paludosi da bonificare.
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QUI CAPALBIO
Andiamo un po’ più giù lungo la costa e giungiamo nella Piccola Atene: è a Borgo Carige di Capalbio che c’è la Jacobelli Liquori, micro maison di liquori e distillati, gioiello creato da Agostino Jacobelli che nel 1989, già appassionato al “tema”, decise con la moglie Elisa di lasciare Tivoli per la Maremma attratto dal bouquet delle essenze che questa terra poteva offrirgli. La sua cifra è l’amaro Etrusco, ma l’Amaretto di Tivoli stregò Antony Queen.
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QUI CAMPAGNATICO
Tra Campagnatico, Cinigiano e la Valle dell’Ombrone, nei pressi di Arcille vive e lavora la famiglia Quadalti, allevatori di pecore di razza sarda e casari: era il 1929 quando gli avi dalla Via Emilia giunsero in Maremma per la transumanza; ricotte di pecora e pecorini sono le punte di diamante di un’azienda a ciclo chiuso: dalla produzione di cereali e foraggi per i pascoli alla trasformazione del latte, con energia pulita.
QUI SEGGIANO
E alle pendici del Monte Amiata, nel piccolo regno degli olivi – a Seggiano – c’è Nonno Adamo, impresa a conduzione familiare dove si produce olio extra vergine di oliva di altissima qualità. Oggi è Simona Piccini a portare avanti la tradizione tramandata dal bisnonno Adamo.
TRENTA STORIE TRA APPRODI E RITORNI
Sono circa trenta le soste compiute durante il viaggio di Conad Grosseto nel microcosmo dei piccoli fornitori: e altrettanti sono stati i laboratori visitati. Nata prima che l’Italia venisse blindata per l’emergenza coronavirus, l’idea del viaggio “a casa” dei piccoli produttori locali coincide con un percorso di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali che Conad Grosseto sta portando avanti da dieci anni, cioè da quando Clodia Commerciale srl, la società proprietaria dei tre supermercati cittadini con il marchio della Margherita, venne portata a battesimo. Il viaggio può essere ripercorso sulle pagine Face-book e Instagram di Conad Grosseto: e in questi giorni in cui si deve stare a casa può es-sere un’occasione per approfondire la conoscenza del territorio e dei tanti produttori locali; i post con foto sono corredati da storie di arrivi e di ritorni, di ricerca della qualità di intere generazioni che hanno trasformato un sogno in un progetto imprenditoriale.
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