Gioco
ci impedite di combattere e così non ce la faremo
Questi siamo noi. Fate conto che questa lettera abbia in indirizzo ai signori politici naturalmente di ogni schieramento, destra, sinistra, centro, non importa, quello che conta è il concetto: far capire chi siamo.
La maggior parte di noi ha alle spalle una storia familiare che, molto sinteticamente, inizia, da bambini, dentro un ristorante, un bar, una rosticceria. Oggi, noi ristoratori ci troviamo in una situazione di assurdo disagio, economico ed emotivo, ma solo per un motivo: ci state impedendo di combattere. Perché questo sappiamo fare: combattere giornalmente senza lamentarci. Combattevamo a testa bassa dentro le nostre attività, con una pressione fiscale, tributaria e contributiva di oltre il 60 per cento con uno Stato che provvediamo a foraggiare con oltre sei mesi del nostro duro lavoro, pagando anche in anticipo per l’anno a venire senza avere certezza, nel caso fossimo creditori, di rimborsi celeri.
Per non parlare dei controlli fiscali, del chip al registratore di cassa, dell’Hacpp, dei registri più disparati, delle schede frigoriferi, etichettatura di ogni cibo posto nelle celle di conservazione e via di seguito. Sempre zitti.
Oggi non abbiamo più le armi per combattere, siamo stati obbligati alla chiusura, certo per valide motivazioni di carattere sanitario, ma impossibilitati a combattere con l’unica arma che abbiamo a disposizione: ore ed ore di lavoro. Da oggi, per quello che abbiamo dato a questo paese pretendiamo il rispetto che compete alla nostra categoria. Abbiamo bisogno che il Paese ci venga in aiuto concretamente. E voi classe politica cosa ci proponete oggi? Di accumulare ancora debiti su debiti. Di adattare e preparare i nostri locali alla fase 2, facendo ingrassare industriali che speculano su mascherine, gel, plexiglass. Di dar da mangiare alle nostre famiglie, moglie e due figli, con 600 euro in un mese. A tutto questo diciamo: No grazie.
Gli aiuti dovranno essere veri, concordati tra le parti. Sul tavolo della trattativa dovranno essere considerati aiuti sostanziosi a fondo perduto senza orpelli burocratici. Azzeramento delle imposte fiscali e tributarie dovute allo Stato fino al 31 dicembre 2020. Aiuti ai Comuni per sopperire alle minori entrate in modo che possano tagliare Tari, Tosap e Imu sui locali aziendali di proprietà. Sgravi fiscali importanti per i proprietari di immobili commerciali dati in affitto che, venendo incontro al gestore, rinuncino alla riscossione della quota nei mesi di chiusura dell’attività commerciale per Covid 19. Concordare, chiaramente, le modalità per una ripresa, comunicando la durata della fase 2.
Nel caso le suddette richieste non vengano prese in considerazione, il momento della ripresa verrà ricordato come il momento della memoria, perché non potremo che contare “i morti sul campo”, ossia le aziende costrette a chiudere per l’impossibilità di proseguire con le proprie forze e le migliaia di lavoratori del settore che andranno ad alimentare le fila dei disoccupati e dei percettori di reddito di cittadinanza.
In fin dei conti, chiediamo solo che ci venga restituita una piccola parte di quel tanto che invece noi, in anni di sacrificio abbiamo dato e concesso a questo paese, ai suoi politici ed al sistema Italia. Da oggi dovete pensare a noi come noi abbiamo fatto fino ad oggi per voi
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