Il Tirreno

Grosseto

Il rifugio degli ultimi è tutto sanificato «Grazie, Roberto per questo regalo»

Giovanna Mezzana
Il rifugio degli ultimi è tutto sanificato «Grazie, Roberto per questo regalo»

Donato dal pastaio Delli alla casa per senzatetto di Rispescia l’intervento di igienizzazione è stato fatto a tempo di record 

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grosseto

Immersa nel verde di Rispescia, la casa rifugio di chi una casa non ce l’ha oggi non è solo pulita – grazie alla cura quotidiana degli operatori e degli ospiti che danno sempre il loro aiuto – ma è stata anche sanificata. Merito del più famoso pastaio maremmano-principe del tortello casalingo doc, Roberto Delli, che ha deciso di donare una “sanificazione sospesa” al Tirreno, che a sua volta ha contattato il direttore della Caritas Diocesana don Enzo Capitani perché fosse lui a scegliere chi fosse giusto ne beneficiasse: e la scelta di don Enzo è ricaduta sulla residenza di Rispescia.



Nel cielo azzurro il sole è alto ed è talmente caldo che sembra già bruciare i campi della Maremma. Siamo in campagna ma lungo l’Aurelia poco dopo l’uscita per Rispescia, nello spiazzo che si apre davanti al rifugio dedicato agli ultimi, gestito dalla cooperativa sociale Solidarietà è Crescita, uno dei tanti anelli della compassionevole catena della Caritas Diocesana di Grosseto. È proprio primavera inoltrata. E se non fosse per le mascherine e i guanti in lattice che si indossano, ci si potrebbe quasi dimenticare che stiamo ancora lottando contro il coronavirus. Gli ospiti – una quindicina le persone senzatetto che sono state accolte qui da quando l’allerta sanitaria è diventata emergenza – sono usciti dalle loro stanze e se ne stanno, silenziosi, all’aperto. È Alberto Brugi, presidente della cooperativa, che dà il benvenuto a Roberto Delli e agli addetti di una impresa che di solito si occupa della sanificazione del laboratorio dell’imprenditore di via Topazio 25 a Grosseto.



Il personale della ditta si “barda” con mascherine, visiere, e tute. E entra nella grande casa. Dalle vetrate si può osservare il loro lavoro: muniti di nebulizzatori spruzzano detergenti che sanificano gli ambienti; nel grande salone al piano terra, in cucina, nei ripostigli; e al piano superiore nelle camere e nei bagni. In meno di un’ora è tutto fatto.



Come a Napoli c’è il caffè “sospeso” – cioè una tazzina che chiunque può lasciare pagata per uno sconosciuto che non può permettersela – il pastaio Delli ha lasciato sospesa una sanificazione. È andata così. L’impresa che di solito si occupa di igienizzare il laboratorio da cui escono i mitici tortelli maremmani aveva offerto all’imprenditore una sanificazione gratuita per chiudere con un malinteso. Delli ha rilanciato: io pago la sanificazione dei miei locali ma il servizio gratuito lo “sospendo” a vantaggio di qualcuno che ne ha bisogno. E ha affidato il compito di individuare i beneficiari al Tirreno, che ha investito della scelta don Enzo. E, nel giro di appena qualche giorno, eccoci a Rispescia: quando le cose si vogliono fare, si fanno.



Partecipando a un bando del Coeso-Società della Salute, Solidarietà è Crescita si era aggiudicata la gestione di un servizio di emergenza freddo in locali di Barabanella messi a disposizione dal Comune, che sarebbe terminato a fine marzo; alla luce dell’emergenza sanitaria, l’affidamento è stato prolungato e il servizio rivisto: il solo asilo notturno a chi viveva per strada si è trasformato un servizio residenziale a Rispescia. «Quando siamo arrivati – descrive Delli – gli ospiti stavano rifacendo i letti. Mi sembra che il clima sia sereno e credo che il progetto che ha trasformato il ricovero notturno in un’accoglienza residenziale sia una cosa fatta veramente bene: dove sarebbero state queste persone di giorno? Per strada», con il rischio di essere contagiate e di diventare fonti di contagio. «Mi ha fatto molto piacere conoscere questa realtà» conclude Delli. Qui ci sono gli operatori Paolo, Sikandar, Vicky, Federico oltre a Alberto Brugi che cura il coordinamento. Gli ospiti sono italiani, tunisini, gambiani e rumeni, tutti con alle spalle una lunga permanenza a Grosseto. E chissà se, terminata l’emergenza, questa piccola-grande famiglia potrà continuare a essere tale. «Intanto – dice il presidente Brugi – grazie per questo regalo bello e inaspettato». –

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di Redazione web