La protesta
Isgrec, la replica di Vivarelli Colonna. Intanto l’appello fa breccia alla Camera
L’istituto rischia di non riaprire perché la sede è inagibile. Il presidente della Provincia si difende: «Ho fatto il possibile»
«Io stamattina, visto che abbiamo questa grande occasione di parlare con tanti onorevoli, ministri e parlamentari, vorrei dirvi una cosa: a Grosseto sta chiudendo l’Istituto storico della Resistenza perché è stato sfrattato dalla Provincia di Grosseto perché i locali sono inagibili». Con queste parole ieri mattina il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, ha portato il caso dell’Isgrec di Grosseto nel cuore delle istituzioni italiane: la Camera dei Deputati.
L’occasione è stata l’incontro, in videoconferenza, dal titolo “I luoghi della memoria: un patrimonio della Democrazia”, in occasione del 75° anniversario della Liberazione, introdotto dal presidente della Camera, Roberto Fico e gli interventi, tra gli altri, di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali e Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi.
Nei giorni scorsi Verona, in veste di presidente del Parco Nazionale della Pace, aveva scritto una lettera aperta di sostegno all’Istituto che, come noto, rischia di non riaprire, dopo la fine del periodo di quarantena nazionale, perché la sede, di proprietà della Provincia, è in parte inagibile e in parte non idonea all’uso. Problemi noti da tempo (l’Isgrec vi “abita” dal 1993, anno della sua fondazione) e fin dalla passata amministrazione provinciale si è cercato di affrontare, ma senza risultati, divenuti “ufficiali” dopo un esposto anonimo.
In questi giorni sono arrivate all’Isgrec manifestazioni di solidarietà da personalità di primissimo livello del mondo accademico, della cultura e delle istituzioni, tantissime da università e istituti di ricerca esteri, oltreché da migliaia di cittadini. La petizione on line, su webly. com, ha raccolto circa 4mila firme in pochi giorni.
E poche, ma dritte al punto, sono state le parole del sindaco di Stazzema ieri alla Camera: «Io credo – ha detto – che sia necessaria una presa di posizione: questi istituti non vanno chiusi, vanno valorizzati come il Governo sta facendo con luoghi della Memoria come Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Vi chiedo se potete fare qualcosa per ripristinare l’Istituto storico in un luogo così importate».
La nota di Vivarelli Colonna. L’intervento è andato in diretta on line sulla webtv della Camera intorno alle 12 (l’intervento di Verona è al minuto 1.00.39). Un’ora e mezza prima, intanto, dopo settimane di silenzio il presidente della Provincia di Grosseto, e primo cittadino del capoluogo, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha per la prima volta risposto pubblicamente sulla sorte dell’Istituto, attraverso una nota.
«In questi mesi ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità per trovare una soluzione al caso Isgrec, noto da anni ad entrambi gli enti (Provincia e Comune) e che entrambe le amministrazioni, congiuntamente, vogliono risolvere», scrive Vivarelli Colonna.
Tre i punti del suo intervento. Primo: la Provincia non ha più le competenze della cultura, perciò il presidente cerca di tirare in ballo la Regione perché finanzi i lavori necessari alla sede.
«Mi sono mosso, come presidente della Provincia, per fare in modo che la sede attuale sia ristrutturata, ovviamente con il sostegno della Regione Toscana, che con la legge Delrio è diventata competente in materia di Cultura – dice Vivarelli Colonna –. Ho chiesto personalmente al Governatore Rossi di individuare le risorse che servano a recuperare lo stabile, mettendo a disposizione la struttura tecnica dell’Ente provinciale per la progettazione e anche per la direzione dei lavori». In proposito Vivarelli Colonna allega la lettera indirizzata a Rossi; la missiva non è datata ma, chiarisce al Tirreno l’ufficio stampa del Comune, è una lettera riepilogativa che è stata inviata a Rossi ieri.
Vivarelli Colonna sottolinea che la permanenza dell’Isgrec nella sua sede sarebbe comunque «una eccezione – dice – poiché, dal 2015, tutte le associazioni culturali sono state invitate (tra l’altro dal mio precedessore Bonifazi) a lasciare gli immobili della Provincia, non potendo la stessa più giustificare in bilancio alcuna spesa manutentiva per questo tipo di finalità a causa dello svuotamento delle province dalle proprie competenze». Ricorda poi alcuni tentativi di soluzione non andati in porto (un accordo del 2017, dice il presidente, poi sfumato, per una «sistemazione provvisoria»).
Secondo: il Comune, dice Vivarelli Colonna, ha proposto due alternative, ancorché provvisorie. La proposta, avanzata dal Comune il 20 aprile, è di una stanza a Gorarella in coabitazione con altre associazioni, tutti i giorni dalle 8 alle 15; ne sono disponibili una di 70 metri quadrati o un’altra di 200 metri quadrati. Lo stesso Comune riconosce, tuttavia, che la proposta non soddisfa le esigenze dell’Istituto che ha una biblioteca e un archivio con migliaia di libri e materiale sensibile, ad esempio l’archivio della Salute mentale, che non può certo essere lasciato in un luogo in coabitazione.
Terzo punto della nota di Vivarelli Colonna è l’appello al territorio «perché qualcuno si faccia avanti nel caso avesse una sede che faccia al caso di Isgrec, visto che le caratteristiche delle soluzioni trovate dal Comune finora non accontentano l’Istituto». —
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