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Grosseto

«I pendolari della scuola devono essere rimborsati»

Ivana agostini
«I pendolari della scuola devono essere rimborsati»

Appello di Garofalo e Marchini (Gd): «Da conteggiare le settimane non utilizzate Gli studenti fanno molti sacrifici per pagare gli abbonamenti al trasporto» 

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«Aiutare gli studenti e le famiglie in un momento di difficoltà rimborsando gli abbonamenti della scuola».

L’emergenza coronavirus sta causando difficoltà economiche a molte famiglie. Per questo Cosimo Garofalo e il segretario dei Giovani Democratici di Grosseto, Cristhian Marchini, sollecitano le istituzioni a venire incontro alle famiglie che hanno sostenuto spese cospicue per il trasporto scolastico dei propri figli. Per mandare gli studenti a scuola a Grosseto, dalla zona sud, per esempio, si arrivano a pagare oltre 600 euro per un abbonamento annuale (10 mesi). Un servizio che da marzo gli studenti non stanno più usando.

«A causa delle restrizioni imposte, dovute all’emergenza da Covid-19 – scrive Garofalo oper i Gd – gli studenti si sono ritrovati impossibilitati a recarsi a scuola. Restano così inutilizzati gli abbonamenti trimestrali ed annuali per i trasporti pubblici, ancora in corso di validità. Siccome ci troviamo in una fase economicamente fragile e molte famiglie stanno affrontando varie difficoltà economiche, chiediamo la possibilità che gli abbonamenti vengano rimborsati. Non vogliamo un rimborso della spesa totale ma una monetizzazione di quei mesi e quelle settimane di abbonamento non utilizzati. Chiediamo – aggiunge – alle istituzioni competenti di instaurare rapidamente un dialogo con le aziende che erogano il servizio pubblico affinché sia trovato un accordo e le famiglie riescano in un momento di necessità a riottenere un’equilibrata percentuale dei soldi spesi».

Un appello condiviso anche dal segretario Marchini. «Gli studenti pendolari – dicono – fanno molti sacrifici per recarsi a scuola e molte volte sono impossibilitati dalle condizioni meteorologiche. Penso che in questo caso debbano essere rimborsati in qualsiasi modo della somma spesa per acquistare l’abbonamento. Le famiglie degli studenti o gli studenti stessi, ogni anno spendono una somma, spesso ingente, per pagare un servizio che dovrebbe avere dei prezzi molto più ridotti». Riguardo al mese di marzo la Regione Toscana ha invitato gli utenti a conservare l’abbonamento di marzo «in attesa che vengano definite possibili misure compensative».

Tiemme dal canto suo aspetta direttive proprio da Firenze «Al momento – dice l’azienda – i vari provvedimenti straordinari nazionali e regionali sono stati emanati in condizioni di assoluta emergenza e non disciplinano ancora il tema dei rimborsi nel dettaglio. Nell’eventualità che i competenti enti emanino disposizioni in merito ne prenderemo atto e ne daremo immediatamente comunicazione indicando modalità e tempi presso i nostri canali informativi, a partire dal nostro sito web». — Ivana agostini



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