Italia
«Geotermia, valore aggiunto alla ripresa»
Cannistraro chiede «scelte coraggiose a vantaggio di un sistema imprenditoriale che interessa aree già deboli»
castel del piano
Il gruppo Geotermia sì, che raccoglie membri sia istituzionali che privati delle zone d’Amiata e della geotermia tradizionale, spinge, in vista della “fase 2” sul valore del settore geotermico che «può rappresentare – osserva il gruppo per bocca di Domenico Cannistraro – un valore aggiunto per la ripresa economica del paese. Basta con le indecisioni e i rinvii, serve il lavoro, servono gli incentivi del Fer 2 e scelte chiare da parte di Governo, Istituzioni ed Enel».
Questi in sostanza i punti cardine della presa di posizione di Geotermia sì, condivisa a pieno anche dall’ex sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi che osserva: «Questo gruppo deve andare avanti più unito che mai e mi auguro che le istituzioni ai vari livelli ragionino sull’importanza della geotermia e del suo indotto». Ma cosa si chiede in concreto? Si chiedono «scelte coraggiose a governo, Regioni, Comuni, Enel, imprese, sindacati», perché «la fase 2 può essere l’ultima chance per un sistema imprenditoriale e sociale che interessa aree già deboli. È necessario dunque ripartire seguendo ogni cautela sanitaria ma contemporaneamente riattivando tutti quegli strumenti che consentano nuovi investimenti oltre che il mantenimento e la creazione di lavoro» Geotermia sì indica, oltre «agli aiuti che il Governo sta mettendo in campo per il contrasto alla crisi, gli incentivi per la geotermia previsti nel Fer 2».
Dal canto loro istituzioni e Enel devono riaprire i tavoli di confronto già istituiti: «Mentre al Governo si ricercano fondi e nuovi strumenti per garantire liquidità a imprese e cittadini, contemporaneamente si rinuncia a far ripartire pienamente un settore che è vivo e vivace, con margini di crescita straordinari, fornitore di energia pulita e rinnovabile per la comunità». E per far ripartire il settore, Geotermia sì chiede di «semplificare in modo sostanziale le procedure burocratiche di tutte le istituzioni locali, di rendere Cosvig una struttura sempre più efficace affinché siano incrementate e sviluppate ulteriori opportunità di lavoro per le aziende geotermiche ed affinché possa divenire sempre più uno strumento a disposizione dei comuni per gestire progetti interni e di area». E soprattutto si chiede a gran voce di «convogliare risorse provenienti da Comuni, Provincia e Regione in un programma di sviluppo e manutenzione straordinaria delle infrastrutture viarie, di edilizia pubblica e per il funzionamento della rete a banda larga, con affidamento dei lavori alle imprese locali». Si chiede «una presenza concreta ed un ruolo sempre più attivo della Regione Toscana per riattivare lavori e investimenti».
Geotermia sì richiama i suoi a opporsi «a qualsiasi tatticismo, a qualsiasi calcolo politico possa compromettere questo patrimonio unitario». —
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