Gioco
Scuole guida al collasso «Fateci almeno fare gli esami»
Tutto fermo dall’11 marzo e orizzonte pieno di difficoltà I titolari chiedono di ricominciare almeno dal test guida delle moto e di trasferire le prove scritte
grosseto
Tre persone nello stesso abitacolo di un’auto: il neodiciottenne, l’istruttore di guida e l’ingegnere della Motorizzazione che lo deve esaminare per rilasciargli la patente. Una scena normalissima fino a due mesi fa. Una specie di tabù ai tempi del coronavirus.
Tre persone in auto – siamo ormai abituati a conoscere la norma – non ci possono stare a meno di particolarissime esigenze indifferibili. Così come sono sospese le lezioni teoriche, non solo dagli asili all’università, ma anche nelle scuole guida. E se laurearsi con una discussione via Skype si può fare (e si sta facendo), prendere la patente senza salire in macchina non è proprio possibile.
Le autoscuole sono perciò tra le attività che più stanno soffrendo questa situazione di stallo per esigenze sanitarie. Molte hanno chiuso anche prima del Dpcm dell’11 marzo. E sono al collasso.
«Siamo molto preoccupati», spiega il grossetano Corrado Festelli, titolare dell’autoscuola Special e coordinatore regionale del Confarca, associazione che raggruppa circa 500 scuole guida in Toscnaa, tra le quali le venticinque in provincia di Grosseto.
«Siamo molto preoccupati perché non sappiamo quando ci riapriranno, se ci riapriranno e quali condizioni – dice –. C’è un problema sanitario, è vero, ma c’è anche problema economico. Non ci è stato detto niente sulle future aperture e su quali saranno i protocolli adottati. E diverse aziende sono così in difficoltà che non riapriranno nemmeno».
Ad oggi chi aveva avviato il percorso per prendere la patente ha il foglio rosa prorogato fino al 30 aprile. Lo stesso per chi ha la patente in scadenza e i certificati medici in scadenza. Tutto è fermo.
Il Confarca ha inviato il 15 aprile una lettera al premier Conte con alcune proposte per consentire una riapertura graduale e in sicurezza.
«Per gli esami pratici si potrebbe partire intanto con quelli per i ciclomotori», dice Festelli. Oggi chi sostiene l’esame precede in moto l’auto con a bordo un autista e, nel sedile accanto, l’esaminatore. Le norme anti-Covid prescrivono però che l’eventuale secondo passeggero debba sedersi dietro a destra. «Abbiamo dato la disponibilità a fornire noi la ostra auto all’esaminatore che, da solo, potrebbe seguire la persona da esaminare. Quello potrebbe essere un inizio con rischi abbastanza bassi».
Quanto all’esame teorico, ad oggi viene svolto nella sede della Motorizzazione. «In provincia di Grosseto – dice Festelli – viene fatto con blocchi di 36 persone due volte al mese». Il che significa trasferimenti da ogni angolo della provincia e assembramento. La proposta di Confarca è che il governo consenta di svolgere gli esami nelle sedi delle autoscuole, come si faceva in passato. — F.F.
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