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Coop Amiata riapre di domenica Rifondazione Comunista all’attacco: «Gli utili non vi bastano più?»
AMIATA
«Coop unione amiatina si rimangia la decisione di chiudere i negozi nelle domeniche Covid-19». La protesta arriva ai vertici di Coop da Aldo Di Benedetto, santafiorese, portavoce del Comitato di Zona Amiata grossetana del Partito della Rifondazione Comunista, che ricorda la promessa del presidente della cooperativa Fabrizio Banchi il quale lo scorso 17 marzo annunciava la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle domeniche successive al 15 marzo e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria: «Cosa sia successo negli ultimi giorni non è dato sapere – osserva Di Benedetto: Forse lo sforzo dei lavoratori non è stato più ritenuto così “generoso”, o gli incrementi di utile (valutati da più parti nell’ordine del 15-20% rispetto ai periodi precrisi) non sono stati più considerati sufficienti; fatto sta che lo stesso presidente ha ritirato in tutta fretta la decisione già assunta, disponendo la riapertura dei negozi a partire da domenica 26 aprile».
Rifondazione giudica «inaccettabile» che le motivazioni economiche siano alla base di un tale provvedimento e non ritiene una giustificazione valida il fatto che il 25 aprile i negozi siano chiusi. Il Prc ricorda «l’ immagine e il ruolo della Coop, e in particolare dell’Unione Amiatina, nella vita sociale del nostro territorio, portatrice di idealità e di rapporti umani consolidati e fecondi, fra i lavoratori, i cittadini e la stessa dirigenza», e chiede con forza che «il presidente riveda la sua ultima decisione».
Ma Coop Unione non ci ripensa affatto: «Confermiamo la riapertura – sottolinea il presidente Banchi – perché in nove giorni ci sono quattro festività e si vogliono evitare assembramenti nella distribuzione e desideriamo invece contingentare gli accessi. Per questo crediamo che un giorno in più, domenica appunto, possa servire allo scopo. Meno code, meno pericoli. Siamo stati sempre attentissimi alle regole per il bene degli addetti e dei consumatori, siamo stati anche i primi a stabilire la chiusura a Pasqua e Pasquetta. Anche stavolta teniamo conto del bene dei clienti». E a proposito delle intenzioni di Coop di chiudere o no le domeniche successive al 26, come caldeggiato da Rifondazione comunista, Banchi spiega: «Se a livello nazionale decideranno per la chiusura, noi sottoscriviamo ben volentieri. Ci mettiamo la firma, insomma. Ma se tutti saranno aperti, non possiamo permetterci di fare i bastian contrari, vista, naturalmente, la concorrenza”.
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