Gioco
Villa Gloria, negativi tutti i tamponi Struttura “blindata” dal 28 febbraio
GROSSETO
«Abbiamo avuto il responso dei tamponi: tutti negativi».
Massimo Vannozzi, titolare di Villa Gloria, ha ricevuto l’altro giorno l’esito dei tamponi effettuati il 9 aprile: i 31 degli ospiti, i 22 del personale socio-sanitario, i 3 dei titolari. Cinquantasei in tutto.
«Sì, è stata una settimana di attesa piuttosto lunga, ma probabilmente c’erano anche altre priorità nell’effettuazione degli esami». Il 9 aprile, giovedì prima di Pasqua, gli infermieri Asl erano venuti alla casa di riposo privata di via Lazzeretti e, opportunamente protetti, avevano effettuato i prelievi. «In tutte queste settimane abbiamo svolto regolarmente la nostra attività, naturalmente in linea con le disposizioni della Asl e del Governo. Ci siamo muniti dei dispositivi di protezione, non abbiamo avuto problemi di reperimento dei dispositivi».
Vannozzi spiega che la struttura era stata blindata già prima che scattasse l’allarme generale in Italia: «Abbiamo adottato le cautele già dal 28 febbraio: da quel giorno non abbiamo più fatto entrare i familiari o i parenti. E nemmeno i corrieri e i fornitori. Sì, quel giorno ancora la situazione non era esplosa. La nostra è stata una forma di prudenza e di prevenzione che ha premiato».
E i familiari degli ospiti come hanno accolto questa misura? «Hanno apprezzato e capito – risponde Vannozzi – Ne sono contenti anche adesso». E il personale? «Anche il personale ha apprezzato. Lavora con accortezza nei confronti degli ospiti e in totale sicurezza».
I contatti con l’esterno come sono garantiti? «Gli ospiti autosufficienti hanno magari un cellulare e si sentono regolarmente con i loro parenti. E comunque noi diamo una mano a chi si può trovare in difficoltà: facciamo noi i video e poi li mandiamo ai familiari. Abbiamo fatto così, per esempio, anche a Pasqua e Pasquetta: abbiamo fatto una videoconferenza in cui ciascuno degli ospiti ha salutato e ha scambiato gli auguri con i propri cari».
A oggi 4 uomini e 27 donne sono ricoverati nella casa di riposo aperta nel gennaio 2018. «No, chiaramente un’emergenza di questo genere non l’aveva mai affrontata nessuno in questi due anni - dice Vannozzi – e nemmeno in occasione di influenze particolari. Del resto, qui con noi ci sono persone che sono regolarmente vaccinate, che si devono proteggere in questo modo in ragione della loro età e delle loro condizioni di salute». —
pierluigi sposato
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