Il Tirreno

Grosseto

Veterinari in prima linea «Ma con tutte le protezioni»

Lina Senserini
Veterinari in prima linea «Ma con tutte le protezioni»

Negli allevamenti solo quando è strettamente necessario e senza contatti con i proprietari: negli studi si entra solo su appuntamento, uno per volta

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GROSSETO

La salute degli animali, che siano gli amici a quattro zampe o quelli allevati per carne e latte, non è tema che possa essere derogato. Così, in tempi di coronavirus, anche i veterinari sono tra i professionisti che non hanno mai smesso di lavorare.

La loro attività, nei vari decreti del governo che si sono succeduti, è tra quelle essenziali e di pubblica utilità, anche in virtù della responsabilità riconosciuta al veterinario tanto nel benessere animale, quanto nel campo della sicurezza alimentare. Per questo secondo aspetto Il Tirreno ha già parlato nelle scorse settimane dell’attività dei veterinari del servizio pubblico e anche per i privati, che lavorino in ambulatorio o che si spostino negli allevamenti, le regole di contenimento del contagio hanno indotto a modificare l’organizzazione del lavoro. «La Federazione nazionale degli Ordini veterinari italiani si è subito attivata in questo senso con un “vademecum per strutture veterinarie” – spiega il presidente dell’Ordine di Grosseto, Roberto Giomini – fornendo linee guida sia per la clientela, come accessi contingentati nelle sale di attesa, animali accompagnati da un unica persona, che per i medici veterinari, come uso di dispositivi di protezione individuali. Su questa base, le strutture veterinarie per animali da compagnia del territorio e chi si occupa di animali da reddito, hanno mantenuto attive tutte le prestazioni sanitarie consentite, urgenti o improcrastinabili, per garantire il benessere degli animali da affezione, specie a tutela dei proprietari delle categorie più fragili, come gli anziani e i bambini. Così come è proseguita l’attività di tutela della sicurezza alimentare nelle filiere zootecniche».

In provincia di Grosseto, del resto ci sono ancora molti allevamenti che richiedono la presenza costante del veterinario, anche se aggiunge Giomini, «ci siamo adeguati, cerchiamo di utilizzare quando si può la consulenza telefonica e siamo comunque a disposizione dei proprietari delle attività zootecniche. Tuttavia, andiamo sul posto solo per le urgenze, benché in alcuni casi, ci sia da interpretare cosa si intenda per “improcrastinabili”. Quando dobbiamo andare sul posto, siamo protetti e non stiamo a contatto con i proprietari o altre persone. Lo stesso vale per gli ambulatori singoli o multidisciplinari. Nel secondo caso il distanziamento sociale è più difficile perché ci sono più specialisti, in alcuni casi un servizio di accoglienza e segreteria. Qui, ovviamente valgono le regole delle altre sale d’aspetto e, in più, il proprietario non può seguire l’animale durante la visita, come avveniva normalmente».

Gli studi si sono quindi organizzati in base agli spazi, alcuni aprono solo su appuntamento, ma in ogni caso garantiscono l’assistenza. Tanto che in provincia di Grosseto non si sono registrati episodi particolari di disservizio o di mancata cura agli animali, nei limiti previsti dai decreti che hanno messo in standby l’Italia. —

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