Il Tirreno

Grosseto

il nodo sicurezza 

Parte la consegna dei presìdi «Temiamo assembramenti»

giovanna mezzana

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Grosseto

È scattato ieri a Grosseto l’obbligo di indossare mascherine che proteggono bocca e naso e che – secondo gli esperti – limiterebbero il rischio del contagio da coronavirus: il mantenimento delle distanze tra persone resta comunque la misura-clou di auto-tutela. Con il diktat partiranno anche i controlli, anche se la linea guida dell’Amministrazione comunale non è quella di usare la mano pesante: «Faremo sicuramente verifiche soprattutto su segnalazione – spiega l’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti – ma rileviamo che, salvo in casi sporadici, i cittadini stanno già indossando le mascherine: al supermercato, dal panettiere, nei luoghi pubblici».

Il rispetto dell’ordine perentorio di coprire bocca e naso – che da oggi vige in tutta la Toscana, l’entrata in vigore è stata differita a secondo dei municipi – non preoccupa l’assessore Turbanti che, piuttosto, è impensierito dal rischio assembramenti che potrebbero crearsi a partire da oggi davanti alle farmacie e nei sette supermercati grossetani dove verranno consegnate – gratuitamente, ai cittadini – le mascherine. Parliamo dei presidi prodotti dal neonato distretto toscano delle protezioni (così è stato ribattezzato) che sono in tessuto-non tessuto – già entrate nel mirino di qualche professionista (leggi servizio sopra) – e delle mascherine chirurgiche standard acquistate da Estar, l’ente di supporto tecnico-amministrativo regionale. È la Regione Toscana, dunque, a far distribuire entrambe le tipologie di mascherine, grazie a due accordi: con Federfarma e Cispel Toscana (per il ritiro nelle farmacie), e con alcuni marchi della grande distribuzione organizzata-Gdo (per il prelievo nei supermercati.

Da oggi dunque si parte con le consegne: sia nelle farmacie che in alcuni punti vendita della Gdo (per sapere quali sono, leggi servizio sopra, a destra) per ogni cittadino di età superiore a sei anni c’è a disposizione una confezione da cinque mascherine, per trenta mascherine al mese; in farmacia è necessario mostrare la tessera sanitaria o il codice fiscale per averle.

«Temo che da domani (da oggi, per chi legge) –nota Turbanti – possano crearsi assembramenti davanti alle farmacie e nei supermercati. La polizia municipale –assicura – farà controlli mirati. È giusto consegnare le mascherine gratuite ai cittadini ma il metodo scelto (il ritiro nelle farmacie e nei supermercati) rappresenta un incentivo a uscire di casa, tutti, visto che la consegna è alla persona e non a nucleo familiare. E se in farmacia bisogna esibire il codice fiscale o la tessera sanitaria (e quindi l’avvenuto ritiro è poi tracciabile, ndr) nei supermercati non è richiesto: dovremo dunque fare qualche test..» ovvero, sarà anche necessaria un’opera di dissuasione per evitare un accaparramento indiscriminato di mascherine. Non resta dunque che sperare sia nel senso civico che nel buon senso dei grossetani. —

giovanna mezzana

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