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«Le mascherine sono dannose» Bufera sul video del farmacista

Francesca Gori
«Le mascherine sono dannose» Bufera sul video del farmacista

Parte la segnalazione all’avvocatura della Regione: convocato d’urgenza il consiglio dell’Ordine

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«Non usate quelle mascherine, potrebbero essere dannose: non sono nichel free e nemmeno latex free, chi ha allergie a questi elementi potrebbe sviluppare sintomatologia. Io, se fossi in voi e mi accadesse, mi organizzerei dal punto di vista legale»: parole contenute nel video registrato da un farmacista di Porto Santo Stefano, Niccolò Mori, che si è messo davanti alla fotocamera con il camice addosso e la spilla dell’Ordine dei farmacisti e che ha scatenato una vera e propria bufera in Maremma.

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras ha inviato il video all’avvocatura della Regione toscana, che valuterà, in questo caso sì, azioni legali contro il farmacista, mentre la presidente dell’Ordine, Elisa Petrucci ha convocato con urgenza il consiglio direttivo che si svolgerà via Skype stasera.

Tutto è cominciato sabato sera quando Mori, titolare con il padre di una farmacia a Porto Santo Stefano, è comparso su Facebook in un lungo video nel quale, all’inizio, sembrava voler spiegare come fare per prendere le mascherine che da questa mattina saranno distribuite gratuitamente dalla Regione nelle farmacie e nei supermercati. Per qualche minuto, nel video, il farmacista spiega come fare: dice che servirà la tessera sanitaria e che si potranno anche ritirare quelle di altre persone, sempre presentando anche la loro tessera con il codice fiscale. Fin qui, un’informazione utile. Poi però, il tono del discorso vira verso la polemica contro la Regione. Per il farmacista, le mascherine presenterebbero due problemi: non sarebbero gratuite per i cittadini e potrebbero anche essere dannose, oltre a non garantire la sicurezza. «Nessuno le ha regalate – dice – ma sono state pagate da tutti con le tasse perché sono a bilancio della Regione Toscana». In più, aggiunge anche che per averle nelle farmacie, lui e i suoi colleghi avrebbero pagato le spese di trasporto.

Ma sono soprattutto i passaggi sulla qualità scadente delle mascherine, «senza ferretto sul naso e non ergonomiche» - dice - che così non eviterebbero il contagio e soprattutto senza la certificazione sul contenuto di nichel o lattice che potrebbe provocare allergie. «Quelle mascherine – dice Marras – sono certificate attraverso test che sono stati fatti in Italia. Hanno il marchio made in Italy e non hanno nessuna controindicazione. Sono state certificate e classificate come “Toscana 1” ovvero sono prodotte dalle imprese toscane e sono lavabili. Sono distribuite gratuitamente anche dalle farmacie e, ad eccezione di pochi casi, i farmacisti si sono resi disponibili ad affrontare anche un afflusso iniziale straordinario. Per questo, credo che vadano ringraziati».

Alcuni colleghi di Boni, sabato sera, lo hanno chiamato per invitarlo a togliere quel video che stava suscitando un vespaio su Internet, dove è stato ripreso e condiviso fino a oggi pomeriggio, quando è sparito all’improvviso. «Appena l’ho ricevuto – spiega la presidente dell’Ordine dei farmacisti Elisa Petrucci – ho avvisato la Federazione e convocato il consiglio. C’è un articolo del nostro codice deontologico che detta linee molto marcate sulla pubblicità nella nostra professione». È il titolo VII, che dice: «La pubblicità della professione di farmacista e l’informazione sanitaria, con qualunque mezzo diffuse, sono consentite nel rispetto dei principi di correttezza, veridicità, trasparenza e non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie». Nel video infatti, il farmacista dell’Argentario mostra una scatola di mascherine, di quelle in vendita nel suo negozio, che sarebbero migliori di quelle distribuite alle famiglie dalla Regione. Stasera il consiglio dell’Ordine dei farmacisti si riunirà per decidere quali provvedimenti disciplinari prendere nei confronti del farmacista. —

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