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Conti: «Facciamo riaprire le scuole in maniera differenziata nei territori» Ma il sindaco dissente: «Impossibile»

F.B.

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Covid-19 e scuola. Fase 2. E se la ripartenza avvenisse nei territori in maniera differenziata? Lo propone Giuseppe Conti capogruppo Italia Viva a Roccalbegna, che invoca «il criterio di gradualità», anche per evitare quelle stesse incongruenze che hanno caratterizzato la fase 1 e che rischiano di essere replicate nella fase 2. Ma il sindaco Massimo Galli non concorda.

«Alcune incongruenze si stanno superando riaprendo, ad esempio, le librerie e le cartolibrerie, altre permangono – osserva Conti – Perché, ad esempio, negare i giocattoli ai nostri bambini? Eppure quei negozi sono chiusi. C’è di più. In Maremma sono ben sette i Comuni a contagio zero, e tanti altri dove soltanto una persona è stata raggiunta dal virus; tra quelli liberi dal Covid anche Roccalbegna. In questi Comuni piccoli, le strutture scolastiche, vuoi per caratteristiche dimensionali vuoi per il basso numero di studenti, già sono in grado di garantire il rispetto dei parametri per il contenimento del Covid-19. Quindi, perché non dotare questi sindaci e i dirigenti scolastici della facoltà di riaprire le scuole e relativi spazi dove svolgere attività all’aria aperta in modo controllato, in condizioni di sicurezza per studenti e corpo docente?».

E prosegue: «In alternativa, sulla base della dotazione organica del personale docente, stabilire il numero di classi necessarie a garantire il rispetto delle misure di contenimento ed iniziare immediatamente i necessari lavori di adeguamento delle strutture scolastiche. In queste aree e qualora le strutture lo consentano, si deve rendere possibile la immediata ripresa delle attività scolastiche e ludico ricreative, ma anche la ripresa del lavoro per tutte le imprese che siano attrezzate a farlo in sicurezza. Aprire dove possibile le scuole e ripristinare quei momenti di incontro e socialità tra alunni e docenti, o aprire i cantieri e dare ossigeno ad un settore che più di ogni altro sta pagando a caro prezzo la sospensione della attività. La nostra provincia, fatta di tante piccole realtà può, per una volta, diventare un esempio virtuoso di ripresa economica e sociale dai tempi sostenibili ed adeguati alla attuale emergenza».

Ma il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli non è d’accordo: «I ragazzi che vengono a Roccalbegna da Cana, Triana, Vallerona, Usi, sono 25 in un pulmino. La nostra scuola, poi, contempla la presenza di pluriclassi. Impossibile riaprire rispettando le regole di distanziamento imposte dal governo per il Covid 19». —

F.B.

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