Il Tirreno

Grosseto

Tra rebus distanze e incognita addetti i balneari provano a guardare avanti

Lina Senserini/
Tra rebus distanze e incognita addetti i balneari provano a guardare avanti

C’è chi il 15 marzo era pronto e chi dà la stagione per persa E c’è chi spera in una concessione prolungata fino a ottobre 

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La tanto attesa ordinanza regionale che consente la manutenzione negli stabilimenti balneari è arrivata e, da giovedì, gestori e proprietari sono potuti almeno tornare al lavoro. Molti, in realtà, avevano già fatto interventi e investimenti in vista dell’avvio della stagione turistica, prima del lockdown. Chi poi fa anche ristorazione era pronto per partire a metà marzo e alcuni avevano già aperto il ristorante il primo weekend del mese. Ora molte sono le incertezze, pressoché le stesse da sud a nord del litorale maremmano, e c’è chi pensa di non riaprire anche se la stragrande maggioranza dei gestori sono pronti a rimboccarsi le maniche, sapendo che questa stagione è comunque andata e che bisogna guardare al 2021. Magari con formule diverse e con una diversa filosofia dell’accoglienza, ma è davvero troppo presto per fare previsioni.

L’incognita più grande è capire quali saranno le indicazioni per la protezione e il distanziamento sociale, come disporre gli ombrelloni, quali saranno le misure sanitarie: sanificazione di sdraio e lettini? Di bagni e docce? Chi fa anche bar e ristorante, servirà solo piatti da asporto sotto l’ombrellone? E i giochi per i bambini, le piscine, gli impianti sportivi? Se qualcuno che lavora nella struttura si prende il Covid? Quarantena per tutti e addio stagione. Insomma un mare magnum di novità che ancora non sono state scritte perché nessuno è in grado di sapere cosa succederà da qui ai prossimi mesi. Infine la grande incognita dell’occupazione.

Ci sono stabilimenti con bar, ristorante e servizi che arrivano ad assumere più di trenta persone. Come minino scenderanno della metà e in Maremma il lavoro stagionale è una risorsa. Uno di questi è L’ultima spiaggia, a Capalbio, celebre bagno e ristorante, aperto nel 1987 e frequentato da tanti vip. «Di solito abbiamo trenta dipendenti – spiega Adalberto Sabbatini, uno dei soci – ma quest’anno ne prenderemo forse una decina. Eravamo già pronti a riaprire il 15 marzo. Ora puliremo la spiaggia e monteremo le strutture amovibili in attesa di sapere come dobbiamo mettere gli ombrelloni. Dobbiamo essere pronti a ripartire – conclude – anche se le preoccupazioni sono tante». Roberto Dominici, titolare dello storico Macchiatonda, dal 1973 un must del litorale capalbiese, deve anche fare i conti con l’erosione, oltre che con la ricostruzione del casotto sulla spiaggia distrutto a settembre da un incendio. «La superficie di arenile – spiega – è già ai minimi termini, ma forse due file di ombrelloni riesco a mantenerle, sempre se non arriva una mareggiata a portarsi via la prima. Sul distanziamento sono più tranquillo, perché ho sempre messo le postazioni a cinque metri l’una dall’altra e le file a otto». Per Villa Ambra, hotel e bagno sulla Giannella, da mezzo secolo di proprietà della famiglia di Doriano Zauli, tra gli “inventori” di Gustatus, le cose vanno anche peggio. A febbraio era stato avviato l’ampliamento dell’albergo, ora fermo alle fondamenta, e c’è un mutuo da pagare. «I nostri figli fanno questo lavoro e così abbiamo deciso di intervenire sulla parte ricettiva, che invece resterà chiusa. Apriremo il bagno e il ristorante, ma come? Qui ci lavoriamo in cinque, più venti dipendenti, che quest’anno non verranno assunti», dice sconsolato.

Sul litorale grossetano, Alessandro Beri, presidente dell’Associazione Albergatori e titolare del bagno Nettuno è avvilito ed è tra quelli che pensa di non riaprire. Troppe le incertezze, anche se la gran parte delle 43 strutture associate sono di diverso avviso. Una è il bagno Miramare, di Luca Pantani che, con la moglie Alessandra gestisce anche il ristorante. «Siamo pronti a ripartire – dice – e voglio essere ottimista. Ci organizzeremo con piatti freddi da portare sotto l’ombrellone, disporremo le postazioni come ci verrà indicato, ci attrezzeremo per la sanificazione, ma non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare la stagione. Sarebbe utile, che ci venisse allungata la concessione fino a ottobre».

A Castiglione della Pescaia, Pierpaolo Rotoloni, titolare dello Skipper, locale à la page, bagno e ristorante, 32 dipendenti ogni anno, dei quali dieci già assunti, è molto preoccupato perché non sa quali risposte potrà dare a chi aspetta un posto di lavoro. «Ma riapriremo – dice – perché lo dobbiamo anche ai clienti. Sappiamo che se faremo pari sarà già andata bene, ma guardiamo avanti».

A Follonica, Alessandro Gandi, proprietario dell’albergo, ristorante e bagno Il Boschetto, presidente dell’Associazione stabilimenti balneari è tornato al lavoro. «Attendiamo indicazioni su ombrelloni, servizio bar, sanificazione. È tutto incerto, ma siamo pronti a riaprire: lo dobbiamo ai clienti e all’immagine della città. Sarà dura, ma possiamo farcela». –

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