Il Tirreno

Grosseto

Squalo semispiaggiato in Giannella, lo libera famiglia in quarantena - Video

Francesca Ferri
Squalo semispiaggiato in Giannella, lo libera famiglia in quarantena - Video

Orbetello: tolti i pantaloni e impugnato un rastrello da usare come leva, Piero si è precipitato in spiaggia ed è entrato in acqua per aiutare l'esemplare

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ORBETELLO. Che uno squalo si avvicini a una spiaggia tanto da rimanere quasi arenato non è cosa che capita tutti i giorni. Ma che ritrovi il largo grazie all’aiuto di una famiglia in pieno periodo di quarantena è ancora più curioso. Succede in Maremma sulla spiaggia della Giannella, il più settentrionale dei tre tomboli che congiungono l’Argentario alla terra ferma.

Ieri, poco dopo l’ora di pranzo, un grande animale pinnuto è finito vicinissimo a riva, in un punto dove l’acqua è così bassa che il malcapitato emergeva per metà della sua mole.

E così, a pelo d’acqua, l’ha visto Piero Sbrizzi, 57 anni. Piero, originario della Campania, si trova in questo periodo con la sua famiglia a trascorrere la quarantena nella sua casa che si affaccia sulla spiaggia. E se la quarantena obbliga a non uscire, cercare di salvare un animale che rischia di morire è parso un motivo valido per “evadere” pochi minuti appena fuori dalle mura domestiche. «Ho visto una cosa bianca con le pinne spuntare dall’acqua a pancia in su – dice Piero – e ho pensato fosse un delfino in difficoltà. Allora mi sono precipitato fuori per vedere se era ancora vivo».

Tolti i pantaloni e impugnato un rastrello da usare come leva, Piero si precipita in spiaggia ed entra in acqua, seguito dal figlio Lorenzo che, cellulare in mano, riprende la scena.

Avvicinatosi un po’, scopre che l’animale – di oltre due metri – non solo è ancora vivo, ma non è affatto un delfino, bensì uno squalo, una verdesca per la precisione, pesce che appartiene alla famiglia degli squali ed è di casa a queste latitudini. E ha un grosso amo conficcato nella bocca. «Non me l’aspettavo – dice Piero –. Se avessi saputo che era uno squalo non so se mi sarei avvicinato così. L’ho mosso un po’ con il bastone e a quel punto si è subito divincolato».

Intanto da riva la figlia Ottavia chiama l’Enpa, Ente nazionale protezione animali. Risponde la presidente Marlena Giacolini che cerca subito di attivare la guardia costiera per chiedere supporto. «Dopo diverse telefonate – spiega Giacolini – hanno detto che non era possibile intervenire perché la verdesca non è una specie protetta». La verdesca, nel frattempo, riesce ad allontanarsi, anche se a lungo è rimasta in zona e non si sa se sia riuscita a prendere il largo.

Intanto sempre ieri una bella verdesca è stata avvistata e fotografata (foto finita poi in diverse chat della zona) nelle acque cristalline del porto di Cala Galera. Che sia lo stesso esemplare? La speranza c’è. 

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