Il Tirreno

Grosseto

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Niente didattica a distanza «I nostri figli sono abbandonati»

I.A.

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Le scuole medie di Saturnia senza didattica a distanza. La denuncia arriva da alcuni genitori della classe Iª S dell’Istituto comprensivo Pietro Aldi di Manciano.

«Abbiamo aspettato – scrivono i genitori – consci del fatto che questa situazione di estrema emergenza rappresentasse una novità assoluta per tutti: per noi genitori, per i docenti e per i nostri figli. Siamo rimasti in attesa nella speranza che le cose potessero cambiare dopo un iniziale momento di assestamento e in seguito alle nostre continue richieste di video-lezioni, ma non è stato così».

Gli alunni della scuola media di Saturnia non hanno mai potuto interagire con i loro compagni in video né con i loro insegnanti. «Questo ci viene negato – aggiungono i genitori – proprio da chi, la dirigente Anna Maria Carbone, sosteneva che “la lontananza fisica, quando addirittura non l’isolamento, non possono né devono significare abbandono”. I nostri figli invece sono abbandonati».

I ragazzi di Saturnia – fanno sapere i genitori – «hanno solamente ricevuto compiti assegnati su Classroom, video scaricati da YouTube e Power Point. In questo delicato momento di isolamento sociale, dove lo sconforto e il disorientamento prevalgono negli adulti, figuriamoci che cosa significa per degli adolescenti che si ritrovano senza orari da rispettare e privi dei loro punti di riferimento al di fuori della loro famiglia». Secondo i genitori dei ragazzi non erano queste le direttive del Ministero dell’istruzione che in una nota – dicono – aveva spiegato che la didattica a distanza non poteva essere «solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento».

I genitori di Saturnia invocano quindi le video lezioni come «stimolo per i ragazzi, in quanto ad oggi la nostra maggiore difficoltà riscontrata è appunto cercare di motivare i nostri figli, che stanno ricevendo su Classroom anche comunicazioni del tipo studia da pag. x a pag. y, senza valutare l’effettivo apprendimento. È difficile far capire a ragazzini di 11 o 12 anni che devono studiare per loro stessi, per il loro futuro, per cultura personale». I genitori dei bambini di prima pensano che «dietro la mancanza delle videolezioni possono esserci alcuni recenti dissapori che hanno coinvolto docenti e genitori». «Non esistono solo le videolezioni – spiega la dirigente – I ragazzi stanno lavorando su Classroom e gli insegnati stanno svolgendo il loro compito. È una polemica sterile». — I.A.

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