Il Tirreno

Grosseto

l’allarme di anam  

La filiera del cavallo maremmano già in difficoltà ora rischia di sparire

La filiera del cavallo maremmano già in difficoltà ora rischia di sparire

2 MINUTI DI LETTURA





Grosseto

Anche il mondo del cavallo maremmano subisce gli effetti dell’emergenza coronavirus. Il presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Maremmano Fabrizio Mecocci e la direttrice Paola Tonelli hanno preso contatti con le istituzioni più coinvolte nell’allevamento del cavallo maremmano e con i principali protagonisti del settore. L’interessamento si è reso necessario poiché, a seguito delle restrizioni conseguenti all’emergenza sanitaria che ha colpito duramente il nostro Paese, anche l’attività dell’Anam ha dovuto rallentare e tutto il settore è in sofferenza.

«Un primo riscontro positivo – si legge in una nota di Anam – è arrivato con la risposta delle principali associazioni di categoria, pronte a un fattivo e gratuito sostegno nella compilazione delle domande per gli aiuti già messi in cantiere».

«Riteniamo però purtroppo – continua la nota – che i motivi di criticità siano tali e tanto estesi che ciò non possa assolutamente bastare.

La stagione di monta ha subito blocchi e limitazioni a discapito delle nascite attese nel 2021. Molte stazioni di fecondazione hanno registrato una considerevole diminuzione dei flussi. L’intera stagione delle fiere e delle manifestazioni rischia di essere annullata o fortemente compromessa. Anche il programma di selezione genetica, vero fiore all’occhiello dell’attività dell’Anam, andrà concepito in formule nuove per salvaguardarne lo svolgimento.

Come se non bastasse, l’annata agraria in corso non sembra promettere nulla di buono e tra gelate tardive e la siccità il rischio di vedere una impennata dei costi delle materie alimentari zootecniche sembra purtroppo dietro l’angolo.

L’Associazione si è resa portavoce della necessità di ideare interventi mirati, oltre alle misure di sostegno già varate per il settore agricolo e imprenditoriale, per i lavoratori ed imprenditori del settore equestre. Tali azioni andrebbero ideate proprio per favorire la sopravvivenza di tutto questo mondo, anello di congiunzione tra agonismo, ruralità, cultura e territorio, un mondo che già prima dell’emergenza Covid-19 stava lottando per rialzarsi da anni di crisi e riprendere il ruolo che gli compete. «Insomma – conclude Anam – si tratta di uno stile di vita e di una parte della nostra storia che rischia di scomparire, compromettendo non solo un tessuto economico e sociale, ma anche un fondamentale tassello della nostra identità». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore