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Neira, la direttrice della Cupolina «Noi con il fiato sospeso per 10 giorni poi finalmente un sospiro di sollievo»

ivana agostini

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MANCIANO

«Mantenere la calma per il bene nostro e dei pazienti».

Neira Pellegrini è la direttrice della Rsa La Cupolina di Manciano. Una struttura che accoglie 38 anziani e ha 30 operatori compresa lei. Quella frase Neira l’ha ripetuta spesso al personale soprattutto mentre aspettavano il risultato dei tamponi.

«Hanno fatto i tamponi e i test sierologici il 5 aprile – spiega la direttrice – ma mentre il risultato dei test è arrivato dopo due o tre giorni, quello dei tamponi lo abbiamo dovuto aspettare circa 10 giorni. In quel frattempo c’era ovviamente un po’ di ansia ma un po’ eravamo confortati dal fatto che tutti stavamo bene».

Quando poi il risultato dei tamponi è arrivato tutti hanno tirato un sospiro di sollievo: nessun positivo fra gli operatori e fra gli ospiti. Negativi anche i tamponi fatti a due dipendenti che erano a casa in malattia.

La Cupolina non ha mai sottovalutato l’emergenza Covid 19, anzi ha subito chiuso tutti i rapporti con l’esterno non appena ha capito la gravità dell’emergenza sanitaria. «Ho chiuso la struttura a qualsiasi contatto con l’esterno il 25 febbraio prima ancora che uscissero i vari decreti – spiega Pellegrini – Spiegare ai familiari che non avrebbero più fatto visita ai loro cari non è stato semplice, così come non è stato facile dire ai nostri anziani che nessuno sarebbe più venuto a trovarli e che ogni rapporto con l’esterno sarebbe finito».

Da quel momento le porte della Cupolina Si sono chiuse verso l’esterno, in senso letterale. «Nemmeno chi viene a prendere la biancheria da lavare è più entrato dentro – dice la direttrice – lasciamo tutto fuori e lì viene ritirato».

Neira Pellegrini ha sempre cercato di spiegare a chi opera nella Rsa che il virus poteva essere portato solo da chi ha rapporti con l’esterno, quindi dai dipendenti. «Ho sempre raccomandato di limitare i rapporti esterni a chi lavora da noi, per loro stessi ma anche per gli stessi anziani». Stretto anche il rapporto con il distretto sanitario e con l’assessora al sociale del Comune di Manciano Valeria Bruni e con l’amministrazione. Alla Cupolina non sono stati più accettati anziani. Da ora però la Rsa è pronta anche a farlo dato che i nuovi ingressi avvengono dopo un percorso seguito dai medici di famiglia. «Abbiamo previsto anche una stanza nella quale i nuovi ingressi possono stare per due settimane in modo da garantire la sicurezza di tutti». —

ivana agostini

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