Gioco
«Certificati anagrafici sul pc Cerboni chiarisca i benefici»
Brandi chiede quali assicurazioni avranno i cittadini contro gli hacker e se il rispetto della privacy è assicurato. «Troppi dubbi sui servizi»
la lettera
«Apprendo da un articolo del Tirreno del 10 aprile 2020 che a breve i cittadini del Comune di Grosseto avranno la possibilità di richiedere i certificati anagrafici dal proprio pc, con un risparmio per il cittadino - scrive Silvano Brandi - Sicuramente per chi lavora può essere utile per evitare le code agli uffici comunali, ma non dobbiamo dimenticarci che vi è un’ampia fascia di popolazione che non è in grado di usare queste tecnologie. Per superare queste difficoltà, l’assessore Cerboni asserisce che saranno fatte delle convenzioni con le edicole, lo sa l’assessore che le edicole ormai le più sono chiuse? E che le altre in un prossimo futuro chiuderanno? Dopo cosa facciamo, andiamo a fare la fila ai tabacchini, visto che questi sono oberati da varie incombenze? Non vedo con favore l’invito, da parte dell’assessore, a rivolgersi ad attività d’impresa (tabacchini ed edicole) che può essere sì di supporto, ma non essere considerato surrogato delle funzioni pubbliche, per questo il servizio anagrafe non deve essere in alcun modo depotenziato. Questo servizio online può essere aggiuntivo all’attuale servizio anagrafe, e non sostitutivo. Cerboni dichiara che vi è un risparmio per l’amministrazione, che da questo servizio ricava solo 8mila euro in un anno, e il personale può essere destinato ad altre mansioni. L’assessore non chiarisce a quale costo l’amministrazione va incontro per questo servizio dato a un’azienda privata, le edicole per il servizio che svolgono da chi vengono remunerate, dal cittadino nel momento che chiede il certificato, oppure dalla amministrazione? È data un’esauriente informazione nel sito, dove i cittadini si dovranno collegare per richiedere il certificato online su quanto ci vuole per la marca da bollo? Dalle dichiarazioni dell’assessore non mi appare chiaro; si limita a dire che si deve acquistare una marca da 16 euro, digitare il numero identificativo e il gioco è fatto. In un momento dove gli hacker imperversano siamo sicuri che richiedere i documenti online non sia rischioso? Quali assicurazioni ha il cittadino che i suoi documenti non siano usati per altri scopi dagli hacker? Il rispetto della privacy è assicurato? I dipendenti dell’amministrazione all’anagrafe sono pubblici ufficiali, come può un privato titolare di un’impresa sostituirsi ad essi? La richiesta online dei documenti invece di dare l’incarico a una struttura privata non la poteva gestire il Sed, fiore all’occhiello dell’amministrazione in passato: che fine ha fatto il Sed? Perché non mettere online tutta l’attività dell’amministrazione comunale? Questa giunta gestisce l’amministrazione come fosse un’azienda privata, con il sindaco azionista di maggioranza, spinta al massimo profitto e non ad un migliore servizio al cittadino». —
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