Il Tirreno

Grosseto

Chiuso in casa da 40 giorni: «I servizi si possono migliorare»

F.G.
Chiuso in casa da 40 giorni: «I servizi si possono migliorare»

Matteo Felicioni, dopo la lunga lettera inviata alle istituzioni, non ha ancora ricevuto risposta ma si propone per aiutare il Comune 

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Aveva pubblicato un video, nel quale spiegava il suo calvario vissuto da positivo al Covid-19 e aveva scritto anche una lunga lettera alle istituzioni per segnalare le difficoltà - e il senso di smarrimento - che lui e la sua famiglia sono costretti a vivere ormai da 40 giorni, da quando il ragazzo è stato trovato positivo al coronavirus. «Non possiamo ancora uscire da casa - spiega - anche perché dopo un tampone negativo al quale sono stato sottoposto il 31 marzo ma che mi è stato consegnato il 5 aprile perché mancavano i reagenti, due giorni dopo mi è stato fatto quello di conferma, che purtroppo ha dato esito positivo. Il risultato, però, mi è arrivato dopo Pasqua». Matteo e la sua famiglia, si sono trovati a vivere tutte le enormi difficoltà di chi non può uscire da casa. Difficoltà che qualche giorno fa aveva elencato, una dopo l’altra e che ancora oggi, non sono state risolte. Ad eccezione, della possibilità di pagamento della spesa con il pos alla Croce Rossa. «Non ho intenzione di fare alcuna polemica - dice - ma solo di avere un atteggiamento propositivo nei confronti dell’amministrazione comunale dalla quale non ho ricevuto alcuna risposta. Mi impegno a scrivere quali potrebbero essere alcune soluzioni da adottare per aiutare famiglie che come la nostra sono costrette a stare in casa, senza potersi muovere nemmeno per portare fuori il cane». È quest’ultimo, un tasto che Felicioni tocca spesso. «Il mio cane mi ha aiutato tantissimo quando stavo male - spiega - mi ha fatto davvero “pet therapy”. Non può però essere portato fuori, è costretto a fare i bisogni sul terrazzo. In altri Comuni è stato attivato un servizio per chi si trova in questa situazione. I volontari della protezione civile stanno facendo davvero tanto, e anche io, da questo mio isolamento, mi voglio mettere al servizio della comunità, dando dei suggerimenti per migliorare il sistema». La Croce rossa ora permette il pagamento della spesa con il pos. «È stata una conquista - dice - Avevo segnalato il problema che non era certo soltanto nostro e il sistema di risolverlo è stato trovato. Ora si dovrebbe fare lo stesso con tutti gli altri aspetti di questa vicenda, dall’assistenza agli anziani, alle passeggiate del cane. Mi impegnerò a scrivere quanto prima, alcuni suggerimenti al Comune». — F.G.

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