Il Tirreno

Grosseto

Mazzei: «Alle imprese vitivinicole serve una forte immissione di denaro»

Enrico Giovannelli
Mazzei: «Alle imprese vitivinicole serve una forte immissione di denaro»

Il presidente del consorzio Tutela della Maremma Toscana ha scritto all’assessore regionale Remaschi 

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l’appello

«Il decreto Cura Italia e quello sulla liquidità, sulla carta sono positivi ma devono avere i termini dell’urgenza. Le risorse vanno sbloccate subito, per consentire alle imprese di superare questo momento. Le aziende vitivinicole toscane, senza gli indispensabili introiti garantiti dalle vendite di vino e dall’attività di accoglienza, già si trovano a fronteggiare una forte crisi di liquidita, mettendo a rischio non solo i propri bilanci, ma anche la propria sopravvivenza».

Francesco Mazzei presidente del consorzio Vini Tutela della Maremma Toscana e presidente di Avito (che racchiude 22 consorzi) ha scritto alla Regione Toscana, ripreso dal sito winenews.it. Una richiesta che vale non solo per la Maremma ma per tutta l’Italia del vino. Un vero e proprio appello, per un comparto che muove un fatturato totale di oltre 1 miliardo di euro (11% del totale nazionale), di cui oltre la metà destinato all’export, e quasi 100 mila addetti. Mazzei ha indirizzato il suo appello all’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, ma che idealmente vale per tutta l’Italia del vino: «L’emergenza epidemiologica, il susseguirsi delle disposizioni di lockdown, la chiusura totale del canale Horeca e il conseguente clima di sfiducia e preoccupazione, hanno portato ad un forte e progressivo rallentamento degli ordini di vino, con gravi ripercussioni sul mercato nazionale e su quello internazionale. Inoltre la situazione è aggravata dal blocco totale dei flussi turistici che sta avendo conseguenze importanti anche sul settore vitivinicolo di una regione fortemente vocata come la Toscana. Le aziende vedono azzerarsi anche gli introiti spesso molto significativi provenienti da attività enoturistiche, agrituristiche e di vendita diretta, con ulteriori evidenti conseguenze nei flussi di cassa e nel deterioramento del quadro economico e finanziario».

Anche se le vendite crollano, i costi rimangono: «Bisogna agire subito – dice ancora il presidente di Avito – dando corso alle iniziative messe in campo assicurandosi che siano dotate delle risorse adeguate. Serve una immediata e forte immissione di liquidità nel sistema, con uno snellimento della burocrazia troppo lenta. Dobbiamo posticipare le scadenze fiscali e previdenziali, le moratorie sui mutui. L’accesso alla cassa integrazione in deroga deve avere un orizzonte temporale più ampio, 12-18 mesi, perché gli effetti della crisi non saranno solo nel breve periodo. Un’altra misura per garantire ulteriori finanze alle imprese potrebbe essere l’estensione dello strumento del pegno rotativo anche per i prodotti vitivinicoli a denominazione di origine destinati a lunga maturazione, anche questo a fronte di fondi di garanzia nazionali o regionali. Queste sono le misure necessarie con urgenza immediata poi, in una seconda fase, si dovrà progettare un forte piano di rilancio promozionale sul fronte nazionale e internazionale dove riteniamo indispensabile un intervento della Regione quale parte attiva nei confronti del Ministero e dell’Unione Europea».

Mazzei chiude con un minimo di speranza: «Una volta garantita la sopravvivenza delle aziende, le risorse di promozione non utilizzate quest’anno devono essere congelate e destinate al 2021, in modo che non vadano perse. Così potremmo agire al meglio quando l’emergenza sarà finita e arriverà per il Paese e per il nostro settore che è una delle grandi eccellenze, il momento della meritata ripresa». —

Enrico Giovannelli

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