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tribunale 

Lite scatenata dalla gelosia «Spazzolone usato come clava»

P.S.
Lite scatenata dalla gelosia «Spazzolone usato come clava»

Il giudice ha assolto un uomo imputato di lesioni ai danni della convivente Si sarebbe solo difeso dalla violenza della donna, che si era poi fatta male da sé

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GROSSETO

Al culmine della lite, in cui i due protagonisti si erano rinfacciati i tradimenti reciproci, lui le avrebbe preso un polso e glielo avrebbe girato, causandole un trauma serio, una frattura, giudicata guaribile in oltre quaranta giorni. Ma le cose sarebbero davvero andate così, come delineato dall’accusa iniziale che aveva ricompreso anche episodi di maltrattamenti in famiglia protrattisi per quasi tre anni, fino al maggio 2018? Secondo il giudice no. Anzi, infuriata, la donna avrebbe colpito più volte – anche con uno spazzolone, il cui manico si era poi rotto – l’uomo, che aveva cercato di ripararsi. E proprio dopo aver impattato contro il braccio dell’uomo, lei avrebbe avvertito il forte dolore che aveva poi messo fine all’episodio.

I fatti non sussistono ha stabilito il giudice Marco Mezzaluna, che ha prosciolto – pur con la formula dubitativa del secondo comma – un quarantenne abitante nell’entroterra amiatino. La Procura aveva chiesto il proscioglimento per i maltrattamenti, ravvisando l’insufficienza dei mezzi di prova, ma la condanna a 2 anni e 2 mesi per le lesioni (avvenute in presenza di un minore, la figlia). Nelle motivazioni adesso depositate (rito abbreviato) il magistrato ha privilegiato la versione difensiva (avvocata Esmeralda Parentini), corroborata dalle parole della madre dell’imputato. Cosa era avvenuto quel giorno del maggio 2018? Il litigio ci fu e nacque perché la donna aveva scoperto che lui aveva una relazione con un’altra. La convivente aveva spiegato ai carabinieri che c’era stata un’aggressione da parte di lui. La madre dell’imputato, presente, aveva dato una versione differente: sì, il litigio c’era stato perché la donna aveva letto dei messaggi sul cellulare di lui, lei lo aveva preso a schiaffi in giardino, poi il confronto era continuato in garage e qui la donna aveva preso lo spazzolone e aveva colpito il convivente, che cercava di ripararsi, fino a che il manico di ferro si era spezzato; terzo atto in casa, con la donna che aveva colpito il convivente con le mani fino a farsi male. Al pronto soccorso, l’indomani, la donna aveva spiegato di essersi procurata la frattura per un impatto accidentale contro un mobile. Anche se è vero – nota il giudice – che spesso le donne vittime di violenze tendono a negare, referto e testimonianza depongono a favore dell’uomo. Ma c’è di più: ci sono i messaggi che da quel giorno la donna aveva iniziato a inviare alla rivale. «Emerge la figura di una donna comprensibilmente arrabbiata per quello che aveva scoperto ma anche molto aggressiva – osserva il giudice - il che rende ulteriormente credibile quanto riferito dalla madre dell’imputato circa l’aggressione portata con lo spazzolone usato contro l’uomo a mo’ di clava, sino a romperne il bastone. Tanta violenza sfogata contro il convivente rende inoltre verosimile che nell’impeto di picchiarlo possa essersi fatta male sbattendo con violenza la mano contro il braccio dell’uomo che cercava come poteva di parare i colpi». — P.S.

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