Il Tirreno

Grosseto

SOLIDARIETA'

La raccolta di Stefania aiuta 23 famiglie

La raccolta di cibo
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La raccolta di cibo

L’iniziativa veicolata su un gruppo Facebook ha avuto successo, permettendo a molti grossetani di festeggiare la Pasqua  

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GROSSETO. Il cibo raccolto grazie ai cittadini ha permesso di far trascorrere una buona Pasqua a 23 famiglie grossetane. Ha avuto più che successo l’iniziativa spontanea promossa dalla grossetana Stefania Svetoni (Stefania Switton su Facebook) che in viale Giusti, davanti al panificio Galletti, ha messo in moto un meccanismo semplice, ma virtuoso.

Lì di fronte è stato allestito un punto di raccolta degli alimenti; Stefania ha ideato, coordinato il tutto su Facebook grazie al gruppo “Noi ci siamo, aiutiamoci” e ogni giorno ha dato un grande impulso via web ai cittadini, affinché donassero cibo. Moltissimi grossetani, singoli o raccolti in associazioni, enti, hanno raccolto l’appello e aderito a quest’input regalando cibarie di ogni tipo. Poi c’è stato «un altro grossetano – racconta lei – che è stato fondamentale perché ha effettuato tutte le consegne alle famiglie grossetane: Diego Montani si è speso tantissimo e lo ringrazio veramente tanto, perché è grazie a lui che questa iniziativa ha preso corpo e la “spesa” solidale” ha raggiunto a casa 23 nuclei familiari: 23 famiglie hanno potuto festeggiare in modo dignitoso la Pasqua». In questi sacchetti c’era di tutto. Pasta, pane, uova, carne, conserve, caffè, latte, schiacce; in primis «il forno Galletti ha dimostrato una generosità incredibile – dice Stefania – perché per ogni sacco che partiva, il titolare era sempre lì a infilare schiacce e pane per queste famiglie. Poi la macelleria Rossi, altro esempio eccezionale: il titolare ha donato la sua carne. Alcune signore hanno realizzato confezioni fatte a mano con coniglietti di stoffa con dentro piccole uova per bambini, dolcetti, biscotti: un modo dolce per allietare la situazione di queste famiglie. Mi sono resa davvero conto che tanta gente ha davvero bisogno…», dice Stefania. Da parte loro, le famiglie hanno apprezzato il gesto e alcune si sono “sdebitate” regalando, a loro volta, quel che potevano. «Un signore ha donato a Diego un libro fotografico sull’alluvione. Una ragazza ha regalato a me una collanina, con un biglietto che mi ha commosso». C’è scritto: «Per ora mi limito a ringraziarti per l’aiuto che mi state dando e per il tuo grande cuore, con questo piccolo pensiero. Grazie delle chiacchierate la sera, grazie per questa amicizia appena nata. Appena tutto questo finirà sarai una tra le prime persone che vorrò abbracciare». —

El. Gi. .

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