Il Tirreno

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I balneari in un mare di dubbi ma intanto vogliono allestire

Giulia Sili

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L’estate ai tempi del coronavirus preoccupa e non poco e per discutere dei possibili scenari futuri ieri i proprietari degli stabilimenti balneari di Follonica si sono riuniti virtualmente per discutere sul da fare.

L’allestimento degli stabilimenti è stato consentito ma prima occorre una comunicazione preventiva alla prefettura e, proprio per questo motivo, i balneari follonichesi hanno deciso di scrivere una lettera indirizzata al commissario Alessandro Tortorella. A lui chiedono il permesso di iniziare a lavorare per la ripartenza estiva, qualunque essa sia. Nel nuovo Dpcm presentato dal premier Giuseppe Conte «per le attività produttive sospese – si legge nel testo – è ammesso, previa comunicazione al prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione». La preparazione delle spiagge per la stagione estiva richiede almeno un mese e mezzo di tempo e ai gestori non basta alzare una saracinesca per essere pronti. Per poter ripartire sono infatti necessari lunghi lavori preparatori che, di solito, hanno inizio in questi giorni.

C’è poi un altro, importante, punto interrogativo: quali misure sanitarie straordinarie saranno necessarie durante la “fase 2” di riapertura graduale? È questo l’argomento più dibattuto tra i gestori degli stabilimenti. Tra le varie ipotesi ci sono infatti i divisori in plexiglass, già bocciati da tanti per la paura del caldo soffocante e per il costo, o il distanziamento degli ombrelloni che potrebbero essere piantati l’uno a diversi metri da un altro. «Abbiamo la necessità di prepararci con anticipo per allestire i nostri stabilimenti balneari – spiega Alessandro Gandi, presidente del Consorzio Stabilimenti – questo significa pulire tutto, riordinare e rimettere in funzione le varie cose. Le Regioni hanno preso ognuna la propria strada, ad esempio l’Emilia-Romagna ha già dato il permesso di allestire i bagni. Noi scriveremo una lettera al commissario Tortorella dove chiederemo la possibilità di avere accesso alle nostre strutture per iniziare questa fase preparatoria. Al momento però – conclude Gandi – non c’è niente di sicuro, solamente ipotesi sia sulle distanze da tenere sia sulle barriere da dover utilizzare». —

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