Gioco
L’ira del sindaco: «Senza i risultati dei tamponi il borgo muore»
A Monterotondo Marittimo tre nuovi casi di Covid-19. Arriveranno più carabinieri nel paese per scoraggiare assembramenti.
MONTEROTONDO MARITTIMO. Avrebbe voluto accendere la videocamera del telefonino e dare il via a una diretta su Facebook per fare gli auguri di Pasqua ai suoi concittadini, a quelle 1300 anime che vivono nel comune che amministra. Giacomo Termine sabato 11 aprile, si è invece ritrovato per la terza volta a fare le condoglianze a una famiglia. Ad abbracciare, seppure soltanto con le parole, una figlia che aveva appena perso suo padre. A spiegare ai suoi concittadini che il nemico invisibile è ancora lì tra loro tanto da fare la terza vittima e da far alzare il numero dei positivi anche ieri, quando a Monterotondo Marittimo era già arrivata l’altra brutta notizia, quella della morte di Sergio Bronzoni. I nuovi casi nel borgo sono tre: due donne di 39 e 80 anni e un uomo di 82.
Termine è stanco. Ed è anche arrabbiato. Il Covid-19 ha messo a dura prova il borgo sulle Colline metallifere. In più, ci sono le risposte che il sindaco sta aspettando da giorni da parte dell’Asl, per rasserenare i suoi concittadini e per risolvere anche qualche problema nel suo Comune. Risposte, però, che a ieri non erano arrivate, se non con poca dovizia di particolari. «Sto sollecitando tutti i giorni l’Asl, a volte anche con toni accesi - dice Termine nella sua diretta - per avere i risultati dei tamponi fatti alle persone che erano positive e che da settimane sono in quarantena. Alcune di loro sono state sottoposte al doppio tampone, ma ancora non sanno se possono uscire, se possono ad esempio tornare al lavoro. Ho saputo anch’io, come tutti, che ci sono stati problemi sui reagenti per i tamponi, ma lasciare le persone in sospeso in questo modo, è davvero un sistema che non può essere tollerato ancora». L’Asl un segnale al sindaco lo ha dato. «Mi hanno detto di aver fatto una convenzione con un laboratorio privato per accelerare il sistema di lettura dei risultati dei tamponi. Mi auguro che la situazione torni alla normalità in fretta, almeno sotto questo punto di vista. Così chi è negativizzato e guarito potrà dare una mano anche agli altri. Le persone non possono essere lasciate in casa, senza sapere ad esempio se possono riaprire un negozio tra quelli necessari o svolgere un lavoro che potrebbe dare un aiuto anche all’intera comunità. Così un borgo come quello di Monterotondo rischia di morire». L’esempio che il sindaco fa chiarisce perfettamente il suo ragionamento. E anche la sua rabbia. «Mi hanno comunicato ad esempio, che il medico che era risultato positivo - dice - finalmente è guarito: due tamponi negativi lo confermano. Questo significa che potrà tornare a svolgere il suo lavoro al servizio della comunità». Un piccolo borgo come quello di Monterotondo Marittimo si regge sui suoi abitanti, su quel microcosmo fatto di persone che si conoscono e che, se possono, si danno una mano l’una con l’altra.
Giacomo Termine ieri ha dovuto assorbire due colpi tremendi: la morte del sessantanovenne, che due giorni fa all’ospedale aveva dato segnali di miglioramento e la notizia arrivata dall’Asl nel pomeriggio di altri tre casi positivi al Covid-19 nel suo comune. «Le restrizioni che sono state messe in campo hanno arginato il diffondersi del virus - dice - Ma probabilmente non è stato sufficiente. Mi risulta infatti che i nuovi contagiati non facciano parte di quel primo nucleo di persone risultate positive, delle quali è stato ricostruito il percorso. Se in un borgo come il nostro si creassero altri focolai sarebbe davvero un disastro, bisogna fare di tutto per contenere i contagi». Dalle parole ai fatti sono passati solo pochi minuti. Il sindaco ieri ha chiesto al comandante provinciale dei carabinieri Carlo Bellotti una presenza maggiore di militari sul suo territorio. «Voglio ringraziarlo perché appena gli ho spiegato la situazione - dice - mi ha detto di sì, garantendomi più pattuglie. Ho anche chiesto al comandante della polizia municipale di organizzare un servizio notturno: ci sono stati segnalati alcuni piccoli assembramenti e qualche giorno fa sono state viste delle auto che non erano di persone che risiedono nel borgo in giro. Se c’è da dare una stretta, sono pronto a farlo».
A Monterotondo Marittimo quindi, ci sarà una stretta nei controlli. Resta alta quindi l’attenzione, anche per il timore che qualcuno sia andato a riaprire seconde case di campagna o sia entrato nel territorio comunale per qualunque motivo, portando con sé il contagio. Oggi è Pasqua, Termine ha fatto gli auguri ai suoi concittadini via Facebook, anche se per Monterotondo sarà un festa amara. «Mi auguro che tutto questo finisca presto - dice - è davvero difficile andare avanti in questo modo, seguendo numeri che per un borgo come quello che amministro, rappresentano davvero un bollettino di guerra».
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